giovanni longo

Giovanni Longo è scomparso più di 2 anni da Monopoli (provincia di Bari), ma la sua famiglia non ha mai perso le speranze di vederlo tornare a casa. Qualcosa di strano, però, sta accadendo sui suoi canali social: pare infatti che il profilo Facebook del giovane continui ad essere attivo.

Giovanni Longo, al momento della scomparsa, aveva 26 anni: è scomparso il 6 marzo 2017 dalla casa dei suoi genitori, dove viveva. il giovane, a quanto pare, viveva di lavoretti saltuari ma soffriva per il fatto di non riuscire a trovare un lavoro stabile, e quindi di essere sempre senza risparmi.

Spesso chiedeva un aiuto economico ai suoi genitori. Al momento della scomparsa, a quanto pare, l’uomo indossava una felpa di colore grigio con cappuccio, jeans e scarpe di tipo antinfortunistica.

Aveva bisogno di soldi

Si è parlato negli anni di un solo avvistamento, l’indomani della scomparsa: poi, il nulla. I suoi genitori, Piero Longo e Mariantonietta Lagadona, hanno fatto numerosi e accorati appelli si media ed a Chi l’ha visto. Quello che però colpisce, è che sembra che qualcuno stia usando il suo profilo Facebook, accettando amicizie: che sia proprio Giovanni, o si tratta di qualcun altro?

Il padre di Giovanni ha spiegato a Chi l’ha visto?: “Chiedeva soldi a mia moglie poco prima di sparire – racconta Piero Longo– tranche di 2.000 euro ogni due settimane dicendo che aveva dei problemi da risolvere con il commercialista. Noi siamo arrivati a dargli 8.000 euro poi ci siamo fermati. I debiti? Non penso, sarebbero venuti a casa…”.

Il mistero del portafogli e del cellulare

Un altro mistero riguarda portafogli e cellulare: pare infatti che i due oggetti siano stati trovati in casa dopo la scomparsa, mentre sembrava che il giovane se li fosse portati dietro.

I genitori ora pensano che possa trattarsi di allontanamento volontario: “Io mi domando per farci un dispetto così grande ci vuole coraggio, ma lui non è così cattivo. In ogni famiglia ci sono degli screzi, ma tutto nella norma, e non è che ogni volta che ci sono screzi un figlio sparisce. Siamo due genitori disperati ma non depressi – conclude il suo intervento Piero – siamo carichi, ma se non ci aiuta qualcuno di questi amici su facebook è dura.

A mio figlio dico di farsi la sua vita, ma ci basta una telefonata”.