box herbalife

Una donna di 24 anni è deceduta nella regione del Kerala, in India, dopo aver assunto per 2 mesi 3 tipologie di integratori del colosso Herbalife. La giovane era affetta da ipotiroidismo, ovvero di un’insufficienza funzionale della tiroide. Un team di ricercatori del The Cochin Gastroenterology Group, Ernakulam Medical Centre dell’India hanno condotto analisi su alcuni integratori Herbalife scoprendo che all’interno vi erano metalli pesanti, composti tossici non indicati e comunità batteriche, nell’analisi microbica. Herbalife ha smentito i risultati di questo studio presentando i certificati emessi dalla Federazione delle Indie Camera di Commercio e Industria (FICCI) Research and Analysis Centre (FRAC), un centro di ricerca e di analisi indipendente, alla testata giornalistica Il Salvagente che si occupa di truffe ai consumatori.

Le accuse contro Herbalife

La giovane 24enne è deceduta in attesa del trapianto a causa di un’encefalopatia epatica. La ragazza ha prima accusato una perdita di appetito che è durata una settimana e poi le è stato diagnosticato un ittero. L’ittero è un’eccessiva colorazione gialla delle mucose, della cute e delle sclere dovuta alla presenza eccessiva di bilirubina nel sangue e indica malfunzionamento epatico.

Nel giro di 12 giorni, le sue condizioni sono peggiorate e quando la donna è stata portata in ospedale si trovava affetta da encefalopatia epatica al terzo grado. L’encefalopatia epatica è causata dall’insufficienza epatica che porta il fegato a non poter più svolgere la sua azione detossificante e va ad interferire anche con le funzioni del sistema nervoso, compromettendole. Per salvare la vita della ragazza, i medici hanno quindi provveduto a trasferirla in un centro trapianti, ma purtroppo la ragazza è morta prima che si potesse disporre il suo trapianto di fegato.

Il suo decesso è stato ricollegato da un team di ricercatori al fatto che la ragazza prima che le fosse diagnosticato un ittero aveva assunto per 2 mesi 3 tipi diversi di integratori prodotti da Herbalife. Il gruppo di scienziati del The Cochin Gastroenterology Group, Ernakulam Medical Centre indiano ha prodotto uno studio dal titolo Slimming to the Death: Herbalife®-Associated Fatal Acute Liver Failure-Heavy Metals, Toxic Compounds, Bacterial Contaminants and Psychotropic Agents in Products Sold in India pubblicato su PublMed che si basa sulle analisi effettuate su un prodotto reperito dallo stesso venditore dove la ragazza aveva acquistato i 3 integratori che ha assunto per 2 mesi prima di morire e altri 8 prodotti da internet, tutti di Herbalife.

Gli scienziati hanno condotto analisi relative ai metalli pesanti, tossicologiche e atte a verificare la contaminazione batterica. Agi ha riportato alcuni stralci delle conclusioni di questo studio citati anche da Il Salvagente. I risultati cui sono giunti i ricercatori potrebbero gettare ombre su Herbalife: “Abbiamo trovato alti livelli di metalli pesanti in tutte le formulazioni Herbalife e composti tossici non indicati, incluse tracce di agente psicotropico (psicotropo, ovvero ingrado di interagire sulle funzioni psichiche) nel 75% dei campioni“.

Poi, continuano: “Nell’analisi microbica, l’analisi ha rivelato diverse comunità batteriche, tra cui specie altamente patogene“.

In particolare, i risultati delle loro analisi metterebbero in luce la presenza di sostanze molto nocive per il fegato, il che potrebbe creare una correlazione con la morte della giovane: “Abbiamo rilevato agenti batterici (Proteobacteria e Cyanobattería) con il potenziale di causare lesioni epatiche nel 63% dei casi campioni analizzati, compresi generi pericolosi come Escherichia, Klebsiella, Acinetobacter e Streptococcus. Questo livello di rilevamento microbico è inaccettabile negli integratori alimentari e preannuncia una minaccia per la salute pubblica che potrebbe portare a gravi danni agli organi con un uso ripetuto e a lungo termine“.

Herbalife smentisce le accuse

I risultati dello studio prodotto dopo la morte della 24enne non sarebbero corrispondenti alla realtà, secondo Herbalife. Il colosso si è così espresso in merito: “Oltre al nostro robusto programma di test di routine in India, abbiamo chiesto a un laboratorio indipendente e certificato dal governo di testare i prodotti menzionati nel recente articolo e i risultati confermano che i prodotti sono completamente sicuri e conformi a tutte le normative di sicurezza del governo indiano“.

Infatti, a Il Salvagente, il colosso della nutrizione che si sta espandendo in modo particolare in India – che potrebbe diventare il mercato principale di Herbalife nei prossimi anni – ha inviato i certificati relativi alla sicurezza alimentare dei suoi prodotti emessi dalla Federazione delle Indie Camera di Commercio e Industria (FICCI) Research and Analysis Centre (FRAC), un centro di ricerca e di analisi indipendente. Stando a quanto emerge da questi certificati studiati dal giornale che tutela i consumatori, non sarebbero emersi dal punto di vista microbiologico e per quanto riguarda la presenza di metalli pesanti parametri non in linea con i livelli di sicurezza alimentare stabiliti per legge.

Facendo riferimento alla morte della giovane di 24 anni, Herbalife ha evidenziato: “Tutti i nostri prodotti e le procedure di produzione sono conformi alle normative governative vigenti in ciascuno dei 94 mercati in cui i nostri prodotti sono venduti e nessuna epatotossina (tossina in grado di alterare le cellule epatica in modo più o meno grave, ndr) è stata mai riscontrata nei nostri prodotti”.