piedi neonato

Sulla sopravvivenza della piccola Saybie, i medici non avrebbero scommesso: quando è nata, alla 23esima settimana, era grande come una grossa mela. Era, di fatto, il bimbo più piccolo mai nato al mondo. Ora, a 5 mesi di distanza, i suoi genitori posso festeggiare l’uscita dall’ospedale e la vita di una piccola creatura strappata dal ventre della madre prima del tempo, ma dalla scorza a quanto pare inscalfibile.

Era nata con cesareo d’urgenza

Saybie è nata lo scorso dicembre all’ospedale Sharp Mary Birch for Women and Newborns di San Diego: era nata con un cesareo d’urgenza, per via di gravi complicazioni che mettevano a rischio la vita di sua madre e per via del fatto che la piccola non stava crescendo.

 

I medici non avevano dato grandi speranze alla mamma di Saybie: la piccola avrebbe potuto avere diverse complicazioni e la sua vita avrebbe potuto durare molto poco. Addirittura, si era parlato di ore: la madre ha dichiarato ad alcune fonti che le avevano detto che non sarebbe potuta stare più di un’ora con sua figlia. Quell’ora sono diventate due oreha detto la donna – e poi una settimana e poi un mese…”.

Per i 5 mesi in cui la piccola è stata in terapia intensiva neonata, la madre ha sperato ogni giorno che la piccola crescesse e diventasse più forte. Così è stato: Saybie non ha sofferto di emorragie cerebrali, né di complicazioni cardiache.

Ora Saybie pesa 2 chili ed ha 5 mesi di vita: potrà tornare a casa e continuare a crescere accanto alla sua famiglia.

Nascite premature: un problema frequente

Saybie è un caso eccezionale, ma sono molti i bambini che nascono prematuri: in Italia sono circa 15 milioni l’anno.

Si tratta di circa il 7% delle nascite totali. Ci sono vari esami che si possono fare durante la gravidanza e che permettono di prevenire una nascita prematura: ad esempio, un esame della cervice e un’ecografia intra-vaginale.