Massimo Giletti

Massimo Giletti, che da due anni conduce Non è l’Arena su La7, ha confessato che di Casa Rai gli manca tutto. Il giornalista ha anche discusso della politica che si intromette nelle scelte televisive, decide dei palinsesti, dei conduttori. Ma non solo, ha commentato anche come i leader politici gestiscono la propria comunicazione

La politica che si intromette nelle scelte televisive

Il giornalista è stato ospite, in collegamento, della puntata conclusiva di stagione di “Tv Talk“, il programma condotto da Massimo Bernardini. Durante il programma andato in onda oggi su Rai 3, il conduttore ha chiesto ai suoi ospiti Gad Lerner e a Massimo Giletti: “Come ci si sente, da conduttori e giornalisti, quando chi ha responsabilità politiche fa la sua pagella e ti mette o tra i buoni o tra i cattivi?

“. Il conduttore di Non è l’Arena ha risposto: “C’è chi lo fa in modo diretto, e c’è chi lo fa, come nel mio caso, non in modo diretto ma ha fatto sì che io andassi via dalla Rai“. Ha continuato: “Diciamo che il sistema politico non cambia, è sempre stato così: fa le nomine dei direttori dei telegiornali di rete. La Rai fa riferimento al Parlamento, nomine, quindi, dove la politica è stata molto forte e ancora oggi lo è“.

Il giornalista ospite in collegamento su Tv Talk. Immagine: Puntata di Tv Talk
Il giornalista ospite in collegamento su Tv Talk. Immagine: Puntata di Tv Talk

E sull’argomento ha concluso dicendo: “C’è chi ci mette la faccia, lo dice. Io non amo la politica che decide le cose dentro la televisione; i prodotti, i personaggi, possono non piacermi, non essere allineati con il mio pensiero, ma io voglio che quelle persone stiano lì. Berlusconi è andato al massimo del suo potere come numeri, proprio con Santoro che ogni settimana gli faceva una puntata contro. L’idea di creare dei martiri non è, secondo me, il top“.

 

Massimo Bernardini e Massimo Giletti. Immagine: Puntata di Tv Talk
Massimo Bernardini e Massimo Giletti. Immagine: Puntata di Tv Talk

Sulla comunicazione dei leader politici

Giletti ha analizzato insieme agli altri ospiti della trasmissione le strategie comunicative dei leader politici. Si è molto parlato di Matteo Salvini, e a tal proposito il giornalista ha detto: “Trump ha insegnato ad avere un nemico ogni settimana. Luca Morisi, lo stratega di Salvini, credo che abbia attinto molto a questa attività di Trump. Ogni settimana ci deve essere qualcuno da puntare“. Per Giletti, c’è un aspetto positivo della comunicazione del ministro dell’Interno: “Molti lo hanno fatto in modo nascosto, non lo dicevano, lo pensavano, agivano di nascosto o facevano agire i loro vassalli. Salvini è uno diretto, lo dice. Poi che giusto o sbagliato che sia, ognuno di noi ha la possibilità di dire e pensare, di ragionare con il proprio cervello, però lui lo dice, è diretto“. Inoltre “lui sa come emozionare, l’emozione vuol dire parlare anche di paura, parlare alle ansie, alle tristezze, quindi sa dove arrivare, sa come colpire. Non vuol dire che non possa postare anche un piatto di pasta asciutta, perché ormai è così“. Ha, infine, aggiunto: “È la velocità del sistema. mi sembra quasi che si voti come si twitta, si cambia opinione in poco tempo e lui ha intercettato questo modo di capire questo Paese. È stato il primo a produrre se stesso con dei filmati. Poi che piaccia o non piaccia non è un problema mio, però quando c’è un 60 per cento di italiani che lo segue come risultato finale…“.  

Il collegamento dallo studio di Tv Talk. Immagine: Puntata di Tv Talk
Il collegamento dallo studio di Tv Talk. Immagine: Puntata di Tv Talk

Sugli altri, invece, Giletti ha detto: “Renzi rimane il vero erede televisivo di Berlusconi. Mi piace come combatte la Meloni, è l’unica donna e combatte con grande coraggio. Zingaretti sfugge, mi sembra, a un certo tipo di interviste però ha la pacatezza che sarebbe un bel segnale per la politica in generale, poi però bisogna prendere le decisioni, che è un’altra cosa“. 

La domanda social per Massimo Giletti. Immagine: Puntata di Tv Talk
La domanda social per Massimo Giletti. Immagine: Puntata di Tv Talk

La domanda fatidica

Infine, la fatidica domanda social scelta per il giornalista: “Cosa ti manca della Rai? Cosa ami di La7?“. Nonostante il suo programma abbia registrato una sostanziale crescita di ascolti durante quest’anno, abbia allargato di molto il target del pubblico, rendendo più popolare La7, Giletti ha risposto: “Mi manca tutto della Rai. Quando uno cresce 27 anni all’interno di una grande azienda, in cui conosci ogni meandro, conosci le persone che compaiono nei titoli di coda, che non sembrano importanti ma sono quelli che fanno la differenza nei programmi. È sempre un po’ di sofferenza passar davanti al cavallo“. Però, nella nuova rete: “Ho trovato un editore molto libero, Cairo mi dà la libertà, una libertà straordinaria“.