borghi minibot

Il week end politico è stato scosso da una tempesta sui mercati finanziari, con lo spread italiano tornato a salire a livelli preoccupanti. Le incertezze sulla tenuta del nostro Paese sono state acutizzate dalla votazione che si è tenuta il 28 maggio alla Camera sulla mozione che punta ad introdurre i minibot, titoli di Stato di piccolo taglio. Lo scopo sarebbe usarli per appianare i debiti con le piccole e medie imprese, ma la paventata introduzione sta già provocando un effetto boomerang, che insieme alle dichiarazioni sulla flat tax e alla revisione dei livelli di crescita dell’Istat, tira giù l’economia.

La psicosi minibot investe l’Italia

La Camera con i voti della maggioranza e dell’opposizione ha approvato una mozione, senza conseguenze pratiche immediate, che avvia verso l’utilizzo dei minibot. Come intuibile dal nome, si tratterebbe di un taglio più piccolo dei titoli di Stato, che permetterebbe di usarli per pagare i debiti tra la pubblica amministrazione e le PMI. La misura promossa da Claudio Borghi e Alberto Bagnai, della Lega, prevede che questa moneta alternativa permetta agli imprenditori di pagare le tasse, o di usarla per compensare i fornitori in caso questi ultimi l’accettino.

Il valore dei minibot sarebbe di 57 miliardi di euro e lo scopo dei promotori è di usarli per rivitalizzare l’economia.

I dubbi degli esperti: verso l’Italiexit?

La fiducia sui mercati internazionali vacilla, dato che molti osservatori ritengono l’immissione di una “moneta parallela” come un segnale dell’uscita o comunque dell’allontanamento dell’Italia dall’Unione Europea. Addirittura si teme che la presenza dei minibot possa essere usata come mezzo di pressione nelle trattative con i partner europei. Il Sole 24 Ore ha pubblicato una lettera di Guido Iodice, ideatore di Keynes Blog, in cui l’autore evidenzia come l’incertezza sull’efficacia della misura possa azzopparne lo scopo.

I minibot, dichiara Iodice, in breve tempo potrebbero portare ad un aumento dello spread e ad una fuga di capitali dall’Italia per anticipare il paventato rischio di uscita. Ipotesi supportata dalle parole dello stesso Borghi, il quale i passato avrebbe ammesso come i minibot possano essere un passo verso l’Italiexit. L’esperto economico leghista liquida i sospetti dichiarando che l’uscita dall’Europa non è prevista dal contratto di governo.

Una prospettiva che farebbe impennare lo spread, già gravato dalle dichiarazioni di un aumento della spesa in deficit per finanziare la flat tax. Un allarme che ha spinto il ministero dell’Economia a smentire l’avanzamento dei minibot: “Non c’è nessuna necessità né sono allo studio misure di finanziamento di alcun tipo, tanto meno emissioni di titoli di Stato di piccolo taglio, per far fronte a presunti ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni italiane“.

Il PD vota a favore, poi va contro: l’incertezza dei dem

Se fuori dalla politica economisti e commentatori avvertono sulla pericolosità dei minibot, nell’arena politica la confusione è tanta sotto il cielo.

Il Partito Democratico, dopo aver votato insieme a +Europa la mozione leghista, ha fatto marcia indietro: “Presenteremo un ordine del giorno urgente al dl Crescita per escludere l’impiego dei minibot strumento sbagliato che crea nuovo debito“, scrive su Twitter. Un cambio di linea che ha suscitato la risposta di Claudio Borghi: “Prima di presentarlo però vi conviene studiare. Ovviamente non si tratta di nuovo debito ma di cartolarizzazione di debito esistente. Io mi terrei stretto il vostro inconsapevole (?) voto favorevole“.

Immagine di copertina: La7/L’aria che tira