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Un matrimonio diventato invivibile dopo i risultati delle elezioni europee, in cui il quadro esce completamente ribaltato, con la Lega al 34% e il Movimento 5 Stelle che ha dimezzato i consensi rispetto alle politiche. I nuovi equilibri vengono messi alla prova sull’economia, ambito in cui si prospetta maretta.

La difficile posizione dell’Italia

L’Unione Europea ha chiesto chiarimenti all’Italia in merito ai conti pubblici, che fanno rischiare al Paese una procedura d’infrazione. La risposta del ministro Giovanni Tria ha portato a un caso politico dopo la smentita della prima bozza trapelata, che prometteva tagli al welfare, in particolare Quota 100 e reddito di cittadinanza.

Sono insorti i pentastellati e la correzione è stata effettuata dal premier Giuseppe Conte. Ma la guerra sui conti continua, con Matteo Salvini che va avanti sulla flat tax senza se e senza ma.

Nel frattempo il Parlamento vota una mozione sull’introduzione dei minibot che desta molte preoccupazioni, espresse anche da Visco, che avverte sui pericoli della fragilità dell’economia italiana. La Commissione ha intanto fatto sapere di aver iniziato l’analisi della lettera italiana. Matteo Salvini si dice tranquillo sugli esiti: “Non sono assolutamente preoccupato dalle reazioni di Bruxelles: anzi se riusciremo, come sono convinto, ad abbassare le tasse, torneremo a essere un Paese stabile e uno dei primi al mondo dove investire“.

Il mistero della lettera all’Ue di Tria

Ieri pomeriggio è trapelata sui mezzi stampa la bozza della lettera che Giovanni Tria avrebbe scritto in risposta alla Ue. Nel testo veniva assicurato che la flat tax sarebbe stata finanziata da tagli alle nuove riforme del welfare, dicesi Quota 100 e reddito di cittadinanza. Una prospettiva che ha destato le ire del Movimento 5 Stelle, dichiaratosi all’oscuro delle decisioni del ministro dell’Economia, accusato di parteggiare per la Lega da alcuni esponenti.

La missiva è stata immediatamente smentita da Tria ed è intervenuto anche il presidente Conte, che ha minacciato di ricorrere a vie legali contro chi ha pubblicato notizie dichiarate false.

Il premier ha avvertito sulla pericolosità di diffondere testi che possono creare tensioni sui mercati, le quali non sono comunque mancate, con lo spread che ha sfiorato i 300 punti. Si è aperta poi la caccia alla “manina” responsabile delle indiscrezioni con i colleghi di governo che si accusano reciprocamente.

Il caso però non è stato disinnescato nemmeno con la diffusione della missiva definitiva, in cui non si parla di tagli al welfare ma di vaghi accenni a una “revisione della spesa corrente“, mentre la flat tax diventa una “riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche“.

Il Movimento 5 Stelle all’attacco di Lega e Tria

I big del Movimento 5 Stelle non stemperano le tensioni dopo la marcia indietro sulla lettera Ue e parte l’arrembaggio al Ministero dell’Economia. Sul Blog delle Stelle compare un critico post contro Tria: “Sono previsti tagli allo stato sociale per il triennio 2020 – 2022.

Questa scelta è incomprensibile e sono necessarie delle spiegazioni“, si legge. Il Movimento lotta contro l’austerità, continua la nota, e questo è l’obiettivo, non i tagli al welfare.

Laura Castelli, sottosegretario del dicastero economico, ha portato avanti la linea dura contro il ministro. “Mi sorprende che Tria smentisca la versione della lettera circolata, nel pomeriggio anche io avevo visto una bozza con i tagli al welfare. Mi rincuora che Conte abbia deciso di correggerne aspetti per noi irricevibili“, ha fatto sapere in una nota pubblicata da Il Fatto Quotidiano.

Luigi Di Maio dichiara di non sapere nulla delle decisioni di Tria, avvertendo però che un ritorno al “governo Monti” è fuori questione. I 5 Stelle sono sempre più tentati di far saltare il banco, mentre trapela (in maniera discreta) la preoccupazione del Quirinale in merito al caso politico suscitato dalla lettera.

Lettera all’Ue di Tria: Mef presenta denuncia

AGGIORNAMENTO DELLE 22,49 – L’annuncio del premier Conte che paventava il ricorso a vie legali per trovare il responsabile della divulgazione della bozza della lettera di risposta all’UE del ministro dell’economia Giovanni Tria, si è concretizzato nell’annuncio del Mef: il ministro dell’economia depositerà lunedì in Procura una denuncia per violazione di segreto d’ufficio e divulgazione di atti secretati tramite il responsabile della sicurezza cibernetica e vicecapo di gabinetto del ministro, il generale Fabrizio Carrarini.