Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sommersa dalle critiche per la parata del 2 giugno (Foto Facebook)

“Noi non ci saremo”. La ferma decisione di alcuni ex capi di stato maggiore delle Forze Armate di disertare la parata di domani ai Fori Imperiali ha scatenato la polemica. Il gesto, simbolico ma molto forte, è un chiaro messaggio di protesta contro l’operato del ministero della Difesa retto da Elisabetta Trenta. Il ministro a 5 stelle è accusato dai vertici militari di aver indebolito e banalizzato il ruolo delle Forze Armate, comportandosi da ministro “Peace & Love”, come la definiscono alcuni esponenti politici. Non si son fatte attendere infatti le reazioni della politica in merito alla questione.

TraGiorgia Meloni e Ignazio La Russa, i commenti sulla parata di domani stanno infiammando la vigilia della festa della Repubblica. Dal canto suo, il ministro Trenta ha rispedito le critiche ai mittenti.

Le dure critiche degli ex capi di stato maggiore

“Non parteciperò alla parata perché sarebbe ipocrita applaudire i nostri soldati in compagnia di soggetti che stanno contribuendo a un progressivo indebolimento delle Forze Armate”. L’ha affermato Dino Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica, secondo il quale: “una componente della maggioranza giallo-verde sta portando avanti un atteggiamento ostile nei confronti delle Forze Armate”.

Altri due ex capi di stato maggiore della Difesa condividono le critiche e la scelta di non partecipare alla parata. Il generale Vincenzo Camporini ha dichiarato a Fanpage che “La disattenzione verso le Forze Armate da parte del governo Lega-M5S ha toccato livelli inaccettabili. Nel mirino anche il vuoto pacifismodel Presidente Conte. Il generale Mario Arpino ha invece sottolineato all’Adnkronos la gogna mediatica a cui siamo stati sottoposti. Trovo inaccettabile sentire parlare di pensioni d’oro, dunque sarebbe ipocrita da parte mia stringere le mani di chi ha tagliato le pensioni”.

Gli attacchi di Meloni e La Russa al ministro Trenta

Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, e Giorgia Meloni saranno gli altri assenti alla parata di domani. La Russa non ha avuto mezzi termini: “Per la prima volta e a malincuore, non andrò alla parata del 2 giugno. In questi anni sono sempre andato d’accordo con tutti i ministri della Difesa che sono arrivati dopo di me o, quantomeno, ho sempre avuto verso di loro un enorme rispetto ma chi come il ministro Trenta pensa di trasformare le Forze armate in ‘Peace&Love’, mancando di rispetto ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa, non merita niente.

Dura anche la Meloni su Facebook: Scandaloso! Il Ministro della Difesa Trenta risponde con “Peace&Love” in Senato a FdI che contesta la scelta del Ministro di dedicare la parata del 2 Giugno all’inclusione sociale, denigrando il vero compito delle Forze Armate che è difendere la Patria, non fare l’associazione di volontariato”.

Trenta difende la sua scelta sulla parata di domani

Le critiche indirizzate al ministro Trenta sono molteplici, dai tagli agli investimenti, all’introduzione della sindacalizzazione.

Il mondo militare e alcuni esponenti politici l’hanno dunque presa di mira, contestando aspramente le scelte operate durante il suo mandato. Il ministro, da parte sua, ha rispedito le critiche al mittente, spiegando che il tema della parata sarà l’inclusione perché: Inclusione vuol dire che parteciperanno per la prima volta anche i civili della Difesa e la riserva selezionata”. Ma non è bastato a spegnere la polemica. Intanto, domani alle 10 lungo i Fori Imperiali, saranno presenti Zingaretti come presidente regionale, Salvini in quanto ministro dell’Interno, Di Maio come vicepremier e Tajani come presidente del Parlamento europeo.