auto della polizia

Due ragazzine di circa 14 anni sono state vittime di tentativi di violenza perpetrata, a quanto pare, da un cittadino di origine pakistana che si trovava in Italia grazie a un permesso umanitario. L’uomo è al momento in custodia cautelare in carcere e potrebbe essere accusato di violenza sessuale aggravata.

I fatti risalirebbero circa a un mese fa e sarebbero avvenuti nel centro storico di Viterbo. Le due ragazzine hanno raccontato storie piuttosto simili: una è stata avvicinata mentre rientrava a casa, l’altra nel cortile dell’edificio in cui risiede. In entrambi i casi l’aggressore le avrebbe avvicinate con una scusa e poi, una volta trovatosi vicino, avrebbe cominciato a palpeggiarle.

A salvare le ragazzine da qualcosa di ancora peggiore sarebbe stata la loro reazione. Entrambe avrebbero cominciato a urlare attirando l’attenzione di vicini e parenti. Interrogate e affiancate dagli psicologi, le ragazze son riuscite ad identificare l’uomo che ieri è stato raggiunto dall’avviso di arresto.

La nota del Viminale

Il Viminale è intervenuto direttamente sul caso con una nota: “Ha ottenuto la protezione dichiarando di essere omosessuale, ma questa mattina è stato arrestato per violenza sessuale su due ragazzine di nemmeno 14 anni.

È la vicenda del pakistano di Viterbo: è regolare sul territorio nazionale per decisione del tribunale di Firenze”.

Nella nota è presente anche un riferimento al tribunale che aveva definito l’ordinanza a favore del pakistano: “È il tribunale in cui, ad agosto 2017, è stata istituita la sezione specializzata sull’immigrazione presieduta dalla dottoressa Breggia, il magistrato che ha partecipato a dibattiti con le Ong, ha presentato un libro contro i respingimenti e i porti chiusi e in un dibattito sul tema ‘Migranti alla frontiera dei diritti“.

Il pakistano verrà espulso, come spiegato nella nota, dove non si risparmia un cenno relativo al Decreto Sicurezza: “Tenuto conto della gravità dei fatti, grazie al Decreto Sicurezza, verrà richiesta alla Commissione Nazionale la revoca del permesso che comunque scade il 24 luglio 2019. Fatte salve le esigenze cautelari, il pakistano potrà essere espulso“.