primo piano di giuseppe conte

Si è appena conclusa l’attesa conferenza stampa indetta dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per questo tardo pomeriggio. Della conferenza, trasmessa in diretta da Palazzo Chigi, non si è saputo pressoché nulla sugli argomenti trattati, le uniche parole che erano trapelate dal premier prima dell’incontro vertevano sull’importanza dello stesso.

Giuseppe Conte richiama all’ordine Salvini e Di Maio

Giuseppe Conte richiama all’ordine il governo e il rimprovero istituzionale trapela seppur velatamente, avvolto in un discorso ben più ampio incentrato sui progetti del futuro e sui risultati ottenuti sino ad ora, una sorta di bilancio.

Non passano ovviamente però inosservate le parole spese per richiamare l’attenzione dei vicepresidenti Di Maio e Salvini, ancora profondamente immersi nel clima da campagna elettorale che però non giova al governo. “Se continuiamo nelle provocazioni per mezzo di veline quotidiane, nelle freddure a mezzo social, non possiamo lavorare. I perenni costanti conflitti comunicativi pregiudicano la concentrazione sul lavoro“, sono le durissime parole di Conte che lancia un ultimatum non troppo celato ai capi delle forze politiche che hanno stretto il patto di governo lo scorso 4 marzo.

L’ultimatum di Conte: l’ipotesi delle dimissioni

Conte attende delle risposte e azioni concrete, nell’interesse del governo, da parte della Lega e del Movimento Cinque Stelle: “Chiedo a entrambe le forze politiche e in particolari ai rispettivi leader di operare una chiara scelta e di dirmi e dirci se hanno intenzione di proseguire nello spirito del contratto stipulato o se preferiscono riconsiderare questa posizione, perché vogliono consolidare la loro posizione o riscattare una sconfitta elettorale. Io resto disponibile“.

Ancor più incisiva ancora la continuazione, sempre di Giuseppe Conte: “Non mi presterò in nessun modo a bivaccare per proseguire la mia presenza qui a Palazzo Chigi.

Se i comportamenti non fossero coerenti e conseguenti, con la trasparenza e lealtà con cui uniformo sempre la mia azione dimetterò il mandato nelle mani del presidente della Repubblica, verso cui provo una profonda stima e gratitudine per il sostegno e i consigli. È compito delle forze politiche decidere: chiedo una risposta chiara, inequivoca e rapida“.

Interrompere il clima da campagna elettorale

Prima di giungere a queste lapidarie parole, Conte si è dilungato molto nell’esplicazione dei nodi che in questo momento il governo si trova a sciogliere.

I progetti per il futuro non mancano e come spiegato dal premier, è appena iniziata la ribattezzata “fase 2” prevista dal patto di governo che ammette un serio impegno da parte di tutti i ministri e tutti i parlamentari e che prevede, di base, una forte se non assoluta collaborazione nonché colloqui tra le parti. L’Italia non può permettersi incertezze, ma all’indomani delle elezioni europee sembra mancare la volontà.

Alcune delle iniziative a cui stiamo lavorando richiedono coraggio, tempo, impongono di uscire dagli schemi e dalle campagne elettorali, dai programmi lanciati a mezzo stampa – tuona Giuseppe Conte – Dobbiamo uscire dal clima di campagna elettorale.

Siamo chiamati a disegnare il futuro del Paese, che è un compito più importante dall’ottenere like sulla piazza digitale“, tuona Conte. Il clima elettorale, che ha premiato i vincitori e deluso gli sconfitti, continua a distogliere l’interesse delle parti dall’obiettivo che prevede siano invece uniti e ben disposti costruire insieme, operare nell’interesse comune. “Dobbiamo lavorare nell’interesse esclusivo del Paese – chiosa Conte – Ma se continuiamo a indugiare nelle polemiche social o a mezzo stampa non possiamo continuare a lavorare perché tutto ciò pregiudica il nostro lavoro“.