corsia di un ospedale

Negli ospedali del Molise, la carenza di medici potrebbe essere risolta con l’arrivo di camici bianchi dell’Esercito. Si tratterebbe di una soluzione tampone per evitare la chiusura di alcuni reparti, che si trovano in una sempre più ingestibile sofferenza sul piano della copertura sanitaria. Il Ministero della Salute sta vagliando l’ipotesi per far fronte all’emergenza, e potrebbe essere l’ultima carta da giocare per salvare l’attuale assetto di assistenza al cittadino.

Medici militari in Molise

La carenza di personale medico negli ospedali del Molise rischia di compromettere la sopravvivenza di alcuni reparti. Si stanno valutando le operazioni utili a impedire un tracollo definitivo del sistema, e l’ipotesi in testa sarebbe quella dell’ingresso dei medici militari.

L’intervento dei camici bianchi dell’Esercito – secondo quanto detto al TgCom24 dal commissario alla Sanità, Angelo Giustini – costituirebbe l’ultimo tentativo di salvare l’attuale assetto dal rischio chiusura. Uno spauracchio sempre più concreto, quest’ultimo, che potrebbe essere operativo già dal prossimo 5 giugno e riguarderebbe le strutture di Isernia e Termoli (nello specifico Ortopedia e Traumatologia).

Esercito in corsia per 5-6 mesi

Stando a quanto evidenziato da Giustini, la presenza dell’Esercito in corsia sarebbe necessaria per un periodo di minimo 5-6 mesi. Si tratta di un lasso di tempo utile all’approvazione del Decreto Calabria e al contestuale innesto di nuovi concorsi.

Nell’ambito del tavolo di analisi sull’emergenza, avviato dal Ministero della Difesa, sarebbero stati individuati 105 camici bianchi (tra cui chirurghi, anestesisti, ortopedici e ginecologi) che potrebbero passare temporaneamente dall’impiego nel settore sanitario miliare a quello civile.

In merito alla disastrosa situazione nella regione, Giustini ha fatto un preciso ritratto del problema. Sul banco degli imputati la programmazione sanitaria fallimentare che, finora, ha prodotto derive drammatiche che lambiscono anche il livello di assistenza essenziale per gli utenti.

Un’emergenza nazionale

Il Molise non è la sola regione in cui la crisi di organico morde in modo implacabile.

In tutta Italia, con una carenza che colpisce in modo trasversale tutte le regioni, sarebbero circa 16mila i posti da coprire.

Alcune hanno optato per il reclutamento di personale neolaureato non ancora specializzato, altre (come il Veneto) per il mantenimento in servizio di personale che dovrebbe essere già in pensione.

Le previsioni, nel breve e lungo periodo, non sono rosee: entro il 2028, senza un piano di rientro mirato alla copertura dei posti di chi conclude il percorso di lavoro, il numero di figure professionali mancanti arriverebbe facilmente a 80mila (tra medici di famiglia e ospedalieri). Un gap che minaccia il Sistema sanitario nazionale e i cittadini, e fa sempre più paura.