primi piani di raffaele russo, antonio russo e vincenzo cimmino

Potrebbero essere in arrivo sostanziose novità sulla scomparsa di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino: padre, figlio e cugino originari di Napoli e scomparsi in Messico – in due momenti diversi – nel gennaio del 2018.

Secondo quanto riferito dall’avvocato delle famiglie dei 2 napoletani, Claudio Falleti, di loro si sarebbe parlato in una telefonata di El Quince, il boss messicano tra i più pericolosi in carcere da luglio.

Messico, napoletani scomparsi: l’intercettazione

Dalle indagini emerge un elemento fin ora non dichiarato dalle autorità locali“, sono queste le dichiarazioni rilasciate da Claudio Falleti, il legale dei 3 napoletani scomparsi in Messico nel gennaio del 2018.

Ci sarebbero infatti novità sulla misteriosa scomparsa dei 3, avvenuta in Messico nel 2018: “Il Quince (ndr. all’anagrafe José Guadalupe Rodriguez Castillo, boss messicano ritenuto il numero uno del cartello criminale Jalisco Nuova Generazione) era a conoscenza del rapimento degli italiani e questo dato emerge da un’intercettazione telefonica“, commenta sempre l’avvocato Falleti.

Tracce nella macchina di Russo e Cimmino

Pare infatti che nella telefonata vagliata dalla polizia messicana, Il Quince avrebbe discorso proprio sui 3 italiani scomparsi in Messico, dando anche direttive su cosa fare di loro ad un interlocutore al momento sconosciuto.

Parallelamente a questo dettaglio emerge anche un nuovo elemento trovato all’interno dell’abitacolo di Russo e Cimino: “Sulla macchina guidata da Raffaele sono state trovate delle impronte digitali e si è ancora in attesa dei risultati“.

Parallelamente a questo dettaglio emerge anche un nuovo elemento trovato all’interno dell’abitacolo di Russo e Cimino: “Sulla macchina guidata da Raffaele sono state trovate delle impronte digitali e si è ancora in attesa dei risultati“.

La scomparsa nel gennaio del 2018

Le ultime notizie che si erano avute dal Messico riguardavano la conferma, da parte delle autorità, che un presunto narcotrafficante avrebbe pagato la polizia perché gli consegnasse i 3 napoletani.

La stessa persona del cartello di Jalisco che è poi stata arrestata il 30 luglio scorso.

Nel mentre di queste importanti evoluzioni, arriva anche la conferma che sono giunti sul tavolo della Corte interamericana diritti umani dell’Onu di New York i ricorsi e i solleciti sulla scomparsa dei Russo e di Cimmino redatti dal presidente della Oma, Organizzazione Mondiale degli Avvocati.