piedi neonato

La triste storia di un 56enne di Fasano ha sconvolto già tutta Italia. L’uomo, infatti, ha creduto per 9 anni che la figlia della donna che aveva sposato fosse sua: invece, la donna gli aveva mentito quando gli aveva raccontato di essere il padre. L’uomo, dopo aver scoperto l’inganno, ha deciso di fare causa alla donna e di chiederle un risarcimento per i danni subìti.

Dopo 9 anni, il test del Dna

Nove anni fa, la compagna di questo 56enne di Fasano aveva comunicato all’uomo di essere incinta. Per questo motivo, i due avevano deciso di sposarsi per l’arrivo della gravidanza e per anni l’uomo ha cresciuto la bambina.

Qualche anno dopo aveva però avuto motivo di credere che la piccola potesse essere sua ed aveva richiesto l’esame del Dna. L’esito di quest’ultimo era stato chiaro: la bambina non era sua, bensì il frutto di una relazione che la donna aveva avuto prima del matrimonio.

Richiesti danni patrimoniali e non materiali

Dopo aver scoperto l’inganno, l’uomo ha lasciato la moglie e le ha fatto causa. le ha chiesto sia un risarcimento per danni patrimoniali che per danni non materiali, ma legati al fatto di essere stato raggirato.

Il giudice Stefano Marzo, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, ha dato ragione all’uomo ed ha concesso un risarcimento danni di 20mila euro. Inoltre, la donna dovrà pagare le spese legali all’uomo, per un totale di 5.353 euro. Il giudice ha infatti dichiarato: “Il danno patrimoniale di cui è stata fornita prova documentale consiste nelle spese sostenute per le cure psichiatriche cui l’attore ha dovuto fare ricorso a seguito del trauma emotivo subito in conseguenza degli eventi oggetto di causa.

A ciò si aggiunge il costo per le analisi del Dna della piccola“.