castrazione chimica

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L’Alabama ha deciso di rendere legale e opzionale la castrazione chimica in alcuni casi di violenza sessuale. A poche settimane dalle decisione di rendere illegale l’aborto anche in caso di stupro e incesto, lo stato americano è di nuovo nell’occhio del ciclone per un nuovo provvedimento di legge che scatena polemiche e nuovi dibattiti.

Un provvedimento per alcuni “disumano”

A promuovere la legge sulla castrazione chimica è il governo repubblicano dell’Alabama. Il governatore Kay Ivey ha infatti promosso questa legge, che prevede che nei casi di reati di stupro e violenza nei confronti di persone minori di 13 anni di età sia previsto un trattamento di castrazione chimica per lo stupratore.

la legge, denominata HB 379, è stata commentata dal repubblicano Steve Hurst, come riportato da CBS News. Hurst ha replicato a coloro che avrebbero polemizzato sul provvedimento, definendo “disumano”: “Ho chiesto loro se fosse più disumano di quando prendi un bambino e lo molesti sessualmente dal momento che i bimbi non possono difendersi o fuggire, e devono poi passare attraverso tutto ciò cui devono passare. Se vogliamo parlare di ‘disumano’, questo è ‘disumano’ “.

Come funziona la castrazione chimica?

Il trattamento di castrazione chimica prevederebbe la somministrazione di medrossiprogesterone acetato, o un principia attivo simile, che blocchi o inibisca la produzione di testosterone, di ormoni, o altri fattori chimici nel corpo di una persona.

La persona condannata che decide di ricevere il trattamento può avere una riduzione della pena, mentre coloro che si rifiuteranno saranno obbligati a tornare sotto custodia.

Il decreto, di per sé, potrebbe diventare presto legge e questo creerebbe una contraddizione a livello giuridico perché potrebbe entrare in contrasto con l’ottavo emendamento, che è finalizzato a tutelare da punizioni crudeli e non ortodosse. L’avvocato Raymond Johnson, sul caso, ha riferito come ciò potrebbe seriamente accadere e di come il reato di violenza contro minori preveda già serie conseguenze a livello normativo, come il carcere, la libertà vigilata e la condizionale.

Cosa succede in Italia

La legge 165 del codice penale argomenta le circostanze in cui un condannato può ricevere sospensione condizionale della pena: tra queste circostanze non c’è, al momento, l’opzione in cui venga accettata la castrazione chimica. La proposta di far divenire tale provvedimento medico-farmacologico una vera norma di legge è da tempo caldeggiata da Matteo Salvini.

Lo scorso aprile, in occasione del voto per la legge sul “revenge porn”, in aula di Parlamento è stata però anche palesata l’intenzione della Lega di fare dietrofront sull’argomento. Salvini non ha comunque ceduto sulla questione, ribadendo tra l’altro che la legge sulla castrazione chimica sarebbe già realtà in vari Paesi europei. Nello specifico, Matteo Salvini avrebbe dichiarato che ci sono persone che, volontariamente, chiedono di essere castrate chimicamente. Anche nel caso italiano, comunque, come in America ci sarebbe un problema di tipo costituzionale: la reversibilità del processo di castrazione chimica porta infatti ad una pena che non ha finalità di “rieducazione” (per la Costituzione italiana infatti ogni pena deve avere una finalità rieducativa) e sarebbe contraria al senso di umanità.

La castrazione chimica, attualmente, è prevista in Paesi europei come Svezia, Finlandia e Germania, Belgio, Francia, Ungheria, Belgio.

La castrazione chimica è legge

Aggiornamento 11.06.2019 – È stata firmata ufficialmente la legge sulla castrazione chimica in Alabama. La governatrice Kay Ivey ha dichiarato: “La legge è un passo verso la protezione dei bambini nel nostro Stato”.

Seconda la legge appena approvata (che aveva fatto discutere qualche giorno fa, in fase di provvedimento) prevede che chi è condannato per violenza sessuale su vittime minori di 13 anni siano sottoposti a trattamento di castrazione chimica a partire da un mese prima della loro scarcerazione. Il trattamento inibisce il desiderio sessuale e di fatto azzera, se portato a compimento con un ciclo completo, la possibilità di avere erezioni e dunque compiere atti sessuali per mezzo dei propri genitali.