tribunale dei minori di bologna

Una tragedia accaduta a Cervia, in provincia di Ravenna, dove un ragazzino di 14 anni ha ucciso il padre 56enne, mentre giocavano. Il dramma sarebbe stato causato da un attimo di incomprensione tra il genitore e il giovane, e causato proprio dal fatto che il 14enne sia affetto da disturbi psichici. Infatti, la perizia psichiatrica eseguita sul ragazzino ha stabilito che è incapace di intendere e di volere. Però, il ragazzo resta imputato di omicidio volontario pluriaggravato e dovrà rispondere di questa accusa durante il processo che si svolgerà a luglio.

Uccide il padre mentre gioca con lui

Era la notte del 3 gennaio scorso, quando il giovane di 14 anni stava giocando insieme a suo padre.

Il ragazzo, affetto da disturbi psichici e per questo motivo seguito da un medico, avrebbe frainteso il fatto che il padre lo stava inseguendo con una mazza da baseball giocattolo per scherzo e, sentendosi minacciato, ha preso un coltello da cucina roteandoli a mimare un ninja, e con uno di questi, l’ha colpito.

Il coltello di circa 12 centimetri si è andato a conficcare dritto nel cuore del genitore, davanti allo sguardo scioccato della moglie, seduta sul divano. Non c’è stato nulla da fare per salvare il 56enne che è stato soccorso dal 118 intorno alle 22,00 e poi trasferito all’ospedale Bufalini di Cesena dove ne è stato constatato il decesso intorno all’1,50.

Il ragazzino è stato dunque fermato dai carabinieri e accusato di omicidio aggravato, poi, è stato trasferito in una struttura per minori.

La perizia condotta sul 14enne

Come riporta Il Resto del Carlino, il Tribunale dei minori di Bologna ha incaricato lo psichiatra Renato Ariatti di stabilire se il ragazzino di 14 anni fosse consapevole quando ha ucciso il padre. La perizia ha stabilito che il giovane era incapace di intendere e di volere quando si è scagliato contro il padre uccidendolo.

Probabilmente, quando ha scagliato contro il genitore quel coltello, che ne ha poi provocato la morte, il ragazzino non aveva capito che suo padre stava giocando, che non voleva davvero colpirlo con quella mazza da baseball, ma che stava mimando la lotta, come fanno tanti genitori con i figli. Il ragazzino verrà processato verso la metà di luglio con rito abbreviato e, si presume, che non venga imputato ma che il procedimento tenterà di comprendere se il giovane può essere considerato socialmente pericoloso.