noemi durini primo piano

Arriva la conferma in Appello per Lucio Marzo, il 19enne che era già stato condannato lo scorso 4 ottobre, con rito abbreviato, a 18 anni e 8 mesi di carcere.

Noemi Durini, assassinata e sepolta viva

Era il 3 marzo del 2017 quando Lucio Marzo uccideva, assassinandola brutalmente, la fidanzata 17enne Noemi Durini, sepolta poi quando ancora era viva. Lo scorso ottobre l’accusa aveva chiesto una condanna a 19 anni e 6 mesi di carcere, pena quasi totalmente accolta.

La conferma della Corte d’Appello

Condannato a 18 anni e 8 mesi di carcere col rito abbreviato, ora per Lucio Marzo arriva la conferma. Nessuno sconto, nessuna attenuante: il 19enne è stato condannato anche in Corte d’Appello alla medesima condanna.

Giungono in questo momento anche le prime parole rilasciate dalla madre fuori dal Tribunale di Lecce. Rispondendo alla domande dei giornalisti che le chiedevano se fosse soddisfatta della conferma in Appello, la donna ha manifestato dissenso: “Non potremmo mai esserlo. Dovrebbero dargli l’ergastolo, ma se queste sono le procedure, va bene“.

Respinta la perizia psichiatrica

Lo scorso maggio sempre Lucio Marzo, a qualche mese dalla prima condanna, il 19enne aveva dichiarato di aver ucciso la ragazza in un momento di follia, un raptus violento di fronte alla minaccia che avrebbe ricevuto dalla ragazza. Secondo quanto dichiarato dal 19enne, Noemi Durini lo avrebbe minacciato di uccidere i suoi genitori che non volevano che il figlio la frequentasse. Con la condanna in Appello di quest’oggi, la Corte ha deciso di respingere la richiesta di effettuare una nuova perizia psichiatrica.

Noemi Durini, trovata 10 giorni dopo il suo omicidio, era stata rinvenuta sotto un cumulo di pietre a Castrigano de’ Greci. Sul suo corpo fin da subito vennero rinvenute diverse ferite da taglio, provocate da un coltello. Secondo la ricostruzione Noemi è stata picchiata, poi colpita con dei sassi, accoltellata tramortita e in ultimo sepolta sotto un cumulo di pietre quando ancora era viva.