Il sindaco Luigi De Magistris, il giornalista Gianni Mina e assessore alla cultura di Napoli Nino Daniele

Gianni Minà non si è mai piegato, ha sempre detto le cose come stavano. Per questo motivo è stato escluso da molti programmi e dalla rete che ha lanciato la sua carriera. Il giornalista è diventato cittadino onorario di Napoli e, nemmeno durante l’emozionante cerimonia, si è risparmiato dal dire ciò che pensava.

Cittadino di Napoli e del mondo

Gianni Minà, nato a Torino nel 1938, ha sempre amato Napoli. Le sue interviste a personaggi iconici del Paese, i suoi reportage, i suoi articoli, sono un patrimonio tutto italiano. Ieri, 8 giugno, il giornalista 81enne ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Napoli. Alla cerimonia tenutasi nella sala dei Baroni, al Maschio Angioino, erano presenti il sindaco Luigi De Magistris e l’assessore alla cultura Nino Daniele. Oltre alle personalità politiche, vi erano tanti amici e colleghi come Lina Sastri, Vincenzo Siniscalchi e Beppe Vessicchio. Altri, come Teresa De Sio e Renzo Arbore, seppur non presenti fisicamente, hanno voluto presenziare lasciando un messaggio a Minà. La celebrazione si è aperta con un momento di raccoglimento per Rosario Padolino, il commerciante morto ieri a Napoli.

Il giornalista Gianni Minà. Immagine: Gianni Minà/Facebook
Il giornalista Gianni Minà. Immagine: Gianni Minà/Facebook

I ricordi del giornalista

Gianni Minà ci ha tenuto a sottolineare il proprio amore per la città partenopea: “Questa città è la fabbrica di tutto quello che io ho amato nei miei anni di giornalismo, ho sessanta anni di mestiere, ho visto passare tante cose e dirne altrettante“. E poi è arrivato il momento dei ricordi con Massimo Troisi: “Ho nostalgia dell’epoca in cui mi alzavo, tiravo su la cornetta del telefono e raccontavo qualche cosa che Massimo avrebbe banalizzato facendo ridere la gente. Nel mio mestiere ho cercato di avere sempre rispetto umano, curiosità e passione“. Con una frase ha dimostrato l’attaccamento a Napoli: “Cosa significa essere napoletano? Sapere che ci sarà sempre qualcuno che avrà solidarietà per te“.



La frecciatina alla Rai

Lina Sastri ha commosso tutta la sala cantando “Napule è” di Pino Daniele. Proprio all’attrice napoletana è legato il ricordo di Eduardo De Filippo, in un’intervista che fecero telefonicamente. Ma tanti altri personaggi, come Maradona, Fidel Castro e Mohamed Alì, sono connessi alla lunga carriera del giornalista. Sempre sincero e intellettualmente onesto, Minà si è sempre definito un “giornalista libero“, non ha mai risparmiato nessuno e forse per questo motivo, ha detto, “sono stato epurato“. E ha aggiunto: “Nel fare questo mestiere ho sempre rispettato tutti, allo stesso tempo non risparmiando nessuno. Non l’ho mai dimenticato, anche quando la Rai, come adesso, sembrava ignorare perfino che io esistessi“. Con questa frecciatina diretta alla Rai, la rete che lo ha messo da parte, ha ripreso un’accusa che aveva già lanciato anni fa. In un’intervista rilasciata a Linkiesta nel 2015 aveva, infatti, detto: “Per oltre dieci anni ho smesso di lavorare in Rai. Ho rotto le scatole a qualcuno. E mi hanno escluso“. Il suo ultimo servizio sulla rete pubblica risale al 2003, ed è stato il documentario “In viaggio con Che Guevara“.