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L’estate comincia nel peggiore dei modi in Sardegna, dove uno sciame di cavallette ha invaso le campagne del nuorese devastando i raccolti. Una vera e propria piaga secondo la Coldiretti, seguita ore dopo da un allarme api che hanno sciamato nel centro di Bologna, richiedendo un’attenta operazione di rimozione da parte di apicoltori e Vigili del Fuoco. Per quanto si tratti di fenomeni ciclici, rassicurano gli esperti, non sono poche le persone che indicano l’insorgere così violento di questi fenomeni collegato ai cambiamenti climatici, già responsabili del mutamento nelle loro dimensioni.

Sardegna, campi distrutti dopo l’invasione delle cavallette

Sembra proprio una piaga biblica, con milioni di questi voraci insetti che sciamano, distruggendo, nella campagna del nuorese. Almeno 2mila ettari di terreno distrutti, denuncia la Coldiretti, con le cavallette che hanno invaso anche case, infastidendo le persone. In alcune zone, raccontano gli agricoltori, si cammina su un vero e proprio tappeto di insetti: “Le aziende interessate (…) si ritrovano senza pascoli e con le case invase. Una vera e propria emergenza alla quale ora non si può rimediare, in quanto qualsiasi trattamento sarebbe poco efficace“, spiega Coldiretti. La causa principale sarebbe l’abbandono dei campi che, lasciati incolti, diventano terreno fertile per le uova, che si schiudono nel periodo tra giugno e agosto. Le zone più colpite sono Ottana, Orani, Icras e Bolotana, in cui sono almeno 15 le aziende colpite.

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Immagine di repertorio

A Bologna sciami di api in centro città

Panico causato dalle api invece a Bologna, dove lo sciame si è stabilito nel sottotetto della biblioteca dell’Archiginnasio, nei pressi della centralissima Piazza Maggiore. Anche qui decisivo l’intervento degli apicoltori della Coldiretti che insieme ai Vigili del Fuoco, allertati da moltissime chiamate per segnalare la presenza massiccia degli insetti, hanno provveduto a rimuovere gli alveari. Le api sono state spostate, essendo inestimabili custodi dell’equilibrio dell’ecosistema minacciate dall’estinzione. Gli apicoltori le hanno inserite nelle arnie e collocate in un apiario, così da consentire loro di riprodursi in tranquillità e senza rischi.

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