le sirene dell'ambulanza

Lite in strada a Milano, dove un ragazzino di appena 13 anni è stato colpito con un proiettile al braccio sparato dal convivente della madre. Il 13enne non è in pericolo di vita, mentre l’uomo è stato fermato già nella tarda serata di ieri e pare potesse essere in preda all’alcol.

La lite e poi lo sparo

Da una prima ricostruzione, sembra che il 13enne abbia interrotto una discussione che la madre stava avendo con il suo compagno, una guardia giurata di 54 anni. Il ragazzino si sarebbe intromesso nel tentativo di difendere probabilmente la madre. La discussione sarebbe proseguita in strada: e proprio tra le strade di Milano è partito il colpo che ha colpito il braccio destro del ragazzo.

L’intervento delle forze dell’ordine

Sembra che a chiamare i carabinieri siano stati i vicini di casa, che avrebbero sentito prima la lite e poi lo sparo in strada. La chiamata è partita intorno alle 22.30 e quando i carabinieri sono arrivati hanno trovato i due ancora in strada. Per il ragazzino è stata chiamata immediatamente una ambulanza che l’ha portato all’ospedale Niguarda. Il 13enne non sarebbe in gravi condizioni. L’uomo invece ha consegnato la pistola ai carabinieri intervenuti ed è stato portato in caserma per raccontare quanto accaduto.

Stando a quanto rivelato dal Corriere, la madre avrebbe raccontato, una volta arrivati i sanitari a soccorrere il figlio: “Ora deve morire in carcere, gli devono dare l’ergastolo. Il mio compagno era ubriaco, era andato a prendere una pizza, aveva bevuto e aveva un’altra bottiglia a casa. Se l’era presa con me, per questo sono uscita e ho detto a mio figlio, che era con un amico, di non rientrare. Gli ho detto di stare fuori, poi è sparito. Io mi sono messa ad urlare, sapevo che Angelo poteva fargli del male“.