bottiglia spiaggia

Secondo una recente ricerca, l’uomo ingerirebbe e respirerebbe migliaia di frammenti di plastica. Tuttavia, i dati potrebbero essere perfino più allarmanti considerando che è stata presa in esame solo una parte delle abitudini alimentari dell’uomo. 

L’acqua in bottiglia sarebbe la fonte primaria di microplastiche

Gli scienziati degli Stati Uniti hanno condotto uno studio, poi pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology, volto a analizzare la presenza di microplastiche in vari cibi. Ad esempio, sono stati analizzati pesci, zuccheri, crostacei, sale, dentifrici e tutto quello che potesse essere presente nelle linee guide dietetiche degli USA. Sono arrivati così a stimare che un adulto ingerisca in media 50.000 particelle di plastica e i bambini 40.000.

Il consumo arriva tra i 70.000 e i 121.000 se si considerano anche quelle respirate. Lo studio ha anche stabilito che l’acqua in bottiglia sarebbe la prima fonte di microplastiche. Chi beve acqua in bottiglia assumerebbe 22 volte più particelle di chi usa solo quella del rubinetto. Le microplastiche sono presenti in ogni anello dello stile alimentare dell’uomo.

Come ha dichiarato Kieran Cox, dottorando di biologia marina nel laboratorio del biologo Uvian Francis Juanes, oggi tutti noi dipendiamo dagli imballaggi di plastica. Carne bovina, pollame, latte e cereali vengono confezionati con plastica e queste microparticelle sono, quindi, inevitabilmente, presenti nella quasi totalità di cibi dedicati al consumo umano.

Le microplastiche potenzialmente nocive per l’essere umano

Oggi, le microplastiche che derivano dalla disintegrazione dei rifiuti di plastica, sono ovunque. Queste sono in grado di poter penetrare nei tessuti umani, dando origine anche a reazioni immunitarie. Col passare del tempo, potrebbero diventare addirittura nocive e tossiche per il nostro organismo. Proprio per questo, è necessario rivedere il modo di usare i materiali sintetici, rinunciandovi negli imballaggi e cambiare il rapporto con la plastica. Secondo Cox, oggi gli scienziati fanno ancora fatica a capire in quali quantità le microplastiche possano avere effetti evidenti sulla salute.

Chi è più esposto potrebbe essere meno tollerante. Evitare di ingerirle, tuttavia, risulterebbe pressoché impossibile e siamo diventati noi stessi vittime dell’inquinamento.