lettera scuolabus

Svegliarsi presto la mattina per andare a scuola, diciamolo, è una brutta gatta da pelare. Può accadere che la routine quotidiana s’inceppi, che qualcosa non vada come previsto: forse è questo ciò che ha portato Adam, bimbo residente negli Stati Uniti, che un giorno ha perso l’autobus e per giustificarsi con sua madre le ha scritto una lettera che ora, divenuta virale, sta strappando sorrisi in tutto il mondo.

A raccontare questa storia è Sarah, la sorella di Adam, che ha postato la lettera su Twitter. Non è dato sapere, oggi, quanti anni abbia Adam, ma sua sorella parla del fatto come di un avvenimento passato: “Non dimenticherà mai la volta che mio fratello ha perso l’autobus ed ha scritto a mia mamma questa lettera”.

“Da figlio, mi spiace informarti che…”

La letterina ha toni talmente seri da ispirare tenerezza. Da figlio, mi spiace informarti di aver perso l’autobus, scrive Adam, che continua: “So che sarai su un ottovolante di emozioni, ma stai tranquilla, ho deciso di rimanere a casa“. Dalle sue parole emerge una sorta di frustrazione per aver fallito nella missione di prendere l’autobus (o si tratta della più fine delle tecniche di comunicazione?): “È stata una decisione difficile da prendere mentre eri via per 20 minuti.

Probabilmente ora sarò a letto con il muso, per non essere andato a scuola. Perciò per favore non interrompermi”.

I pro e i contro di una giornata a casa

A quel punto della lettera arriva l’invito a girare il foglio, dove la madre potrà leggere i pro e i contro che il fatto di essere rimasto a casa comporta. Tra i “pro” leggiamo “è il primo giorno a casa in questo trimestre” e “sarebbe stata una brutta giornata perché i miei capelli non ne volevano sapere di collaborare”. Pesano comunque i “contro”, tra i quali possiamo leggere un saggio ammonimento a se stessi: “Potrebbe diventare un’abitudine (stare a casa), ma ne dubito”.

Poi, un cenno a quello che dovrà fare la madre a quel punto: “Ora devi chiamare la scuola e dire che ho la poliomielite”.

Nei commenti, la sorella Sara racconta anche la fine della giornata: Adam ha vinto la sua battaglia, ed ha avuto il permesso di non andare a scuola.