rocca di papa esplosione

Le indagini sull’esplosione in Comune a Rocca di Papa (Roma), avvenuta lo scorso 10 giugno per cause ancora da accertare, proseguono a ritmo serrato. La Procura di Velletri ha aperto un’indagine per disastro colposo e lesioni gravi o gravissime colpose. Il fascicolo contenente queste ipotesi di reato, al momento contro ignoti, potrebbe vedere iscritti i nomi di 3 operai: su di loro si stanno concentrando gli sforzi investigativi volti a chiarire la dinamica. Titolare dell’inchiesta il procuratore capo Francesco Prete. Nel disastro sono rimaste ferite 16 persone: tra loro 3 bambini e il sindaco.

Operai nel mirino delle indagini

I nomi di 3 operai potrebbero finire sul registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’esplosione in Comune, a Rocca di Papa. Su di loro si addensa una nube di interrogativi che devono trovare una risposta. Poco prima della deflagrazione che ha interessato il municipio, sarebbero stati impegnati nelle operazioni di carotaggio sulla pavimentazione di corso Costituente e ci sarebbero almeno 2 testimoni oculari che ricalcano i dubbi sulla loro condotta.

Si tratta di 2 residenti della zona che avrebbero visto gli operai perforare un tubo del gas e fuggire. L’ipotesi è che alla base dell’accaduto ci sia un danneggiamento della conduttura non segnalato. Non è chiaro se si siano allontanati dopo aver intuito il tenore del danno, e sulla loro posizione sono stati attivati i dovuti accertamenti.

Rintracciati e interrogati

Gli operai sono dipendenti di una ditta del Molise e sono stati rintracciati dai carabinieri di Frascati. Dopo alcune ore dall’esplosione, si trovavano vicino a Isernia, a circa 150 km da Rocca di Papa. Anche su questo allontanamento interverrà l’indagine della Procura di Velletri.

I 3 sono stati interrogati dal pm Giuseppe Travaglini ed è stato disposto il sequestro dei mezzi impiegati per i carotaggi. Il primo quadro tracciato dagli inquirenti rimanda al danneggiamento della conduttura di metano poco dopo l’inizio delle operazioni di perforazione del manto stradale.

A gravare ulteriormente sui 3 operai ci sarebbe il mancato allarme: invece di segnalare prontamente il danno, avrebbero coperto il buco con uno straccio e si sarebbero dati alla fuga.

Secondo i rilievi, la fuoriuscita di gas sarebbe andata avanti per diverso tempo prima dell’evento che poteva tradursi in una strage, tanto che si parla di almeno 40 minuti intercorsi tra l’allontanamento dei 3 e la devastante esplosione.