intervento chirurgico

All’ospedale di Versilia è stata portata a termine un’impresa medico-chirurgica da record, sia dal punto di vista tecnico sia per la cura dell’aspetto umano che ha comportato.

L’equìpe di chirurghi dell’ospedale, capitanata dal dottor Marco Arganini, ha collaborato con l’ospedale civile delle Apuane per salvare la vita ad un uomo colpito da un tumore aggressivo e in continua crescita, che rischiava di compromettere gravemente la sua sopravvivenza.

Un tumore aggressivo e in continua crescita

Il protagonista di questa avventura medica è Mirko, 30enne testimone di Geova  e padre di un figlio di 3 anni. Mirko ha raccontato la sua storia a La Nazione, spiegando di come gli fosse stato diagnosticato un tumore fibroso solitario, con molti vasi sanguigni a vascolarizzarlo (e dunque “nutrirlo”) e una velocità di crescita quasi incontrollabile. L’ideale sarebbe stato poter rimuovere il tumore, ma questo avrebbe previsto una possibile forte perdita di sangue e quindi l’utilizzo di trasfusioni: l’uomo, in quanto testimone di Geova, non le avrebbe accettate. “Il dottor Marco Arganini ha chiesto di eseguire un’embolizzazione in collaborazione con i colleghi Alessio Auci e Claudio Ceccherini del Noa di Massa” ha spiegato Mirko, “ovvero la chiusura delle arterie e vene per minimizzare la perdita di sangue”

Un secondo intervento necessario

Poi, durante l’intervento, la brutta notizia: il tumore si era esteso e quella procedura chirurgica non sarebbe stata più quella ideale né la meno pericolosa. Il tumore doveva essere rimosso, ma l’unico modo per farlo era ridurre la sua massa in qualche modo. Dopo ricerche complesse (si trattava di un caso rarissimo) il team di medici ha proposto al paziente una soluzione innovativa: affamare il tumore. Questo, in pratica, significava fermare l’arrivo di sangue e vasi al tumore: i chirurghi hanno dunque proceduto a occludere 14 arterie e molti vasi per “isolare” la massa tumorale. Così, il tumore ha cominciato a ridursi finché non è stato possibile operare e rimuovere il tumore. Grande è stata la soddisfazione del paziente: “Grazie alla pazienza, alla ricerca, alla determinazione e dedizione del dottor Arganini e dei suoi collaboratori, continuo ad avere tutti i miei organi e una qualità di vita eccellente”. Non è mancato un apprezzamento per il rispetto che i medici hanno avuto per le sue esigenze personali: “Ho apprezzato molto la trasparenza, la volontà di risolvere il problema non solo chirurgicamente ma anche umanamente”.