desiree piovanelli

Giovanni Erra era l’unico adulto del gruppo di persone che è stata condannata per l’omicidio di Desirée Piovanelli. A 17 anni di distanza, una nuova traccia di Dna e alcune nuove ipotesi d’indagine sembrano le basi per riaprire il caso e per l’allora 36enne sembra riaccendersi la speranza di un nuovo esito giudiziario. Erra, in tutti questi anni, si è sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti ed ha affidato i suoi pensieri anche ad una lettera, che ha fatto recapitare a Barbara D’urso a Pomeriggio Cinque.

Giovanni Erra oggi ha 53 anni: è un uomo che sta scontando 30 anni di carcere e, al tempo della morte di Desirée, era il suo vicino di casa.

Conosceva la ragazza perché lei era la babysitter del figlio. Al tempo, l’uomo era stato arrestato insieme a 3 minorenni: Nicola Bertocchi, Mattia Franco e Nicola Valvassori. A fare il nome di Erra era stato Bertocchi (che aveva pugnalato Desirée in quel casolare abbandonato dove Erra nascondeva la droga), il primo a fornire una confessione.

La lettera di Giovanni Erra

Erra aveva negato tutto, e oggi nella lettera a Barbara D’Urso lo ribadisce. Io non c’ero quel giorno, ero a casa mia. Mi ricordo molto bene che dormivo.

Io sono un uomo molto fragile e non sono capace di far del male neanche a una mosca. Conoscevo molto bene la povera Desirée, veniva a casa mia e giocava con mio figlio, io uscivo e stavo con loro”. La scrittura è tremante, il testo grezzo, ma il senso della lettera è chiaro: chiedere aiuto a Barbara D’Urso. Erra spiega che gli “mancano pochi anni alla fine” e che comprende il dolore dei genitori: “Capisco il papà della povera Desirée, capisco la sua voglia di sapere la verità ma io non so nulla”.

Il fratello Davide crede in lui

Dalla parte di Giovanni Erra è sempre stato suo fratello Davide, anch’esso ascoltato a Pomeriggio Cinque: “Mio fratello è innocente, lui magari ha fatto altri sbagli, ma andare a dire che lui era presente oppure abbia ammazzato questa ragazza, questo assolutamente no”.

Erra era uno spacciatore e non un uomo dalla fedina pulita, ma secondo il fratello non è un assassino: “Avrei accettato che gli dessero 50, 100 anni per droga, ma non un anno per quello che anni detto, per aver ammazzato una ragazza, perché lui non ha fatto niente di tutto quello di cui è accusato“.