trapianto fegato

All’ospedale Le Molinette di Torino è stato trapiantato un fegato con una tecnica grandemente innovativa, che ha permesso di salvare la vita di un uomo malato di tumore. È stato infatti “rivitalizzato” un fegato non in salute di un donatore di 77 anni, il cui organo non sarebbe potuto essere utilizzato se non fosse stato “curato”.

Il paziente aveva un doppio tumore al fegato

Il paziente al centro di questo successo medico è un uomo affetto da doppio tumore al fegato causato da cirrosi epatica. Per annientare il tumore l’uomo è stato trattato inizialmente a livello terapico, allo scopo di ridurre le dimensioni della massa. Dopodiché, il suo fegato è stato sottoposto a due termoablazioni percutanee.

Successivamente, visto il peggioramento della situazione clinica, l’uomo è stato inserito in lista d’attesa per i trapianti. A quel punto, non c’era molto tempo per salvargli la vita e quando è arrivato un fegato proveniente da un donatore morto per emorragia cerebrale, è stato immediatamente valutato per il trapianto. L’organo, però, era a rischio: l’uomo soffriva di fegato grasso ed aveva 77 anni, per cui ci sarebbero potute essere conseguenze post-trapianto.

Rivitalizzato con la perfusione a caldo

È stato dunque deciso di connettere il fegato a una macchina per la perfusione a caldo, con la tecnica NMP, che permette di “ripulire” l’organo mantenendolo alla temperatura corporea, ovvero 37 gradi. La tecnica ha avuto successo: “Già dopo 2 ore di vita ‘artificiale’ in macchina si è capito che la funzione dell’organo si stava riprendendo in modo ottimale, quasi insperato” leggiamo nel comunicato stampa dell’ospedale. Questo ha portato al trapianto: “Ciò ha consentito di procedere con l’anestesia del paziente e con l’intervento chirurgico di rimozione del fegato malato”.

La speranza è che questa tecnica innovativa prenda piede e che siano molti di più gli organi salvati nel futuro: “ Si calcola che saranno una decina all’anno i fegati che verranno valutati con questa nuova tecnica normotermica. Ora si aprono nuove prospettive future per i trapianti di fegato”.