primo piano di roberta bellesini e primo piano di giorgio faletti

Il 4 luglio saranno trascorsi già 5 anni dalla scomparsa dell’indimenticabile Giorgio Faletti. Protagonista del panorama culturale italiano nonché personalità poliedrica, a ridosso dell’anniversario della sua morte è la sua vedova, la moglie Roberta Bellesini a ricordarlo commossa nello studio di Vieni da Me, intervistata da Caterina Balivo.

Giorgio Faletti: il ricordo della moglie a Vieni da Me

Un ricordo emozionato, commosso di quello che continua ad essere il suo amore più grande, l‘eclettico Giorgio Faletti morto per un tumore al polmone nel 2014 alla sola età di 63 anni. Durante l’ultima puntata di Vieni da Me, incalzata da Caterina Balivo, la moglie Roberta Bellesini ha voluto rispolverare dettagli inediti, sconosciuto al pubblico sulla vita di Faletti e si parte dal giorno in cui si sono conosciuti, nel 2000.

Ci conoscemmo a casa di amici durante una partita di calcio – racconta la Bellesini – La finale degli Europei del 2000. Sapevo chi era, mi piaceva anche quello che faceva in tv. I suoi personaggi avevano un umorismo che non erano volgari ma raccontavano la vita piemontese“.

Gli ultimi giorni di vita e la paura di essere dimenticato

Una storia d’amore che non conosce il dolore della morte e che continua a vivere nel cuore della Bellesini che ricorda quella proposta di matrimonio, arrivata quando già Faletti si trovava in ospedale a combattere contro un male oscuro: “Me lo chiese in ospedale“. La bruttura della malattia l’affrontarono insieme, con timore e speranza poi sopita: “L’ultimo mese diceva: ‘vabbè, a un altro sarebbero servite tre vite per avere le mie soddisfazioni‘”.

Sconosciuto, prima della rivelazione della Bellesini alla Balivo, anche il timore che Faletti ha vissuto sino all’ultimo giorno, la paura che il suo ultimo scritto andasse perso insieme alla sua esistenza. “Nelle ultime settimane di vita mi disse che aveva il terrore che quello scritto da lui andasse perso“.

E ancora, sempre la Bellesini, sull’angoscia legata a Io Uccido: “Lo scrisse in cerca 3 mesi. Una volta avuta la storia in testa ci mise poco a scriverlo. Poi iniziarono ad accusarlo che qualcuno gli aveva scritto il libro, questo lo fece soffrire“.

Costringermi ad ascoltare la sua voce è ancora devastante

Sino al suo ultimo giorno Faletti ha convissuto con la paura che tutto il suo lavoro venisse presto dimenticato ma sua moglie ha sempre lavorato affinché questo non accadesse: “In maniera quasi ossessiva, porto avanti i suoi progetti, anche se tocco le sue cose e ho sempre dentro un dolore. Anni fa ho prodotto un suo album. Costringermi ad ascoltare la sua voce è ancora devastante“.

*immagine in alto: Roberta Bellesini e Giorgio Faletti. Fonte/Vieni da me (frame)