consiglio superiore magistratura

Il terremoto che sta scuotendo l’universo della magistratura italiana e che è legato a doppio filo con la politica è complesso e articolato. Fonda le sue radici su consuetudini legate a favori tra magistrati e politici implicitamente accettate, che nel tempo si sono trasformate in conflitti d’interessi di vario livello che sono venuti a galla in seguito ad alcune indagini. Ora, se da una parte i vertici del Csm implorano i colleghi di fare di tutto per salvare la situazione, dall’altra gli stessi vertici vacillano, tra autosospensioni e annunci di dimissioni. Vediamo di capire quali sono i passi falsi che hanno portato a questa situazione.

Il Csm e le sue correnti

Partiamo dalle basi. Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo di rilievo costituzionale che si occupa di stabilire assunzioni e assegnazioni di incarico, così come valutare trasferimento e revoche.

All’interno del Csm troviamo varie correnti, distinte tra loro in base all’indirizzo politico che assumono. Abbiamo l’Area, con posizione a centrosinistra; c’è Unicost, centrista, a sua volta divisa in componenti a tendenza destrorsa ed altri a tendenza sinistrorsa. Autonomia Indipendente è la corrente giustizialista; Magistratura Indipendente è invece la corrente vicina al centrodestra.

Di per sé, il fatto che i magistrati siano “posizionati” politicamente non è di per sé una novità: è sempre accaduto che politica e magistrati si confrontassero per capire “chi collocare dove” e secondo quali interessi. Rimaneva comunque tutto in una dimensione di sottobosco.

Tutto inizia con Luca Palamara

Ad aprire il vaso di Pandora è stata l’indagine che ha visto il magistrato Luca Palamara (corrente Unicost) finire accusato di corruzione. Le intercettazione avrebbero infatti mostrato che Palamara aveva legami stretti con Luca Lotti e Cosimo Ferri. Secondo le indagini Palamara avrebbe dirottato nomine in cambio di favori e denaro. Da quel momento, il Csm ha cominciato a tremare e, al contempo, sono cominciate a fioccare le autosospensioni. Si sono sospesi, ad esempio, 3 consiglieri della corrente di Magistratura Indipendente, che erano stati accusati di aver trattato con Luca Lotti: dopodiché, però, Magistratura Indipendente  ha detto loro di fare dietrofront e ritirare l’autosospensione.  Nel frattempo si sono sospesi Gianluigi Morlini di Unicost e, di Magistratura Indipendente, Antonio Lepre, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli.

Il terremoto non riguarda solo chi si autosospende: le varie correnti (apparte M.I.) hanno chiesto le dimissioni del Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Pasquale Grasso, nonché di tutta la giunta. La riunione a tal merito è prevista per il 16 giugno. Grasso, qualche giorno fa, si era lasciato andare a una dichiarazione significativa: “Siamo andati a finire contro un iceberg”. Grasso si è anche allontanato da Magistratura Indipendente, la sua corrente, ed ha motivato così la sua scelta: “Sono giorni che cerco di convincere il mio gruppo a non suicidarsi e a seguire una condotta realista. Mi pare di vedere dei ballerini che ballano sul ponte mentre il Titanic va verso l’iceberg “.

Lotti si autosospende dal Pd

Al contempo, è arrivata oggi l’autosospensione di Luca Lotti dal PD. Lotti, ricordiamolo, è anche coinvolto nel caso Consip: ciò non lo rende dunque un semplice politico, ma un elemento implicato in una delle inchieste più chiaccherate della politica italiana. Cosimo Ferri, del Pd, è anche un ex magistrato: il fatto che vi siano figure della politica che sono anche figure della magistratura dà un’idea di come ormai ci fosse un caos a livello di incroci di interessi tra i due mondi. La situazione è tanto appesa a un filo che il Quirinale ieri ha deciso di intervenire sulla vicenda, dicendo che “lo scandalo ha incrinato la fiducia dei cittadini nei magistrati” e che era necessario “voltare pagina”.

Consuetudini alla deriva

Siamo dunque, come si diceva all’inizio, davanti a una situazione di consuetudini andate alla deriva. Lo spiegano bene le parole di Grasso: “Mi dicono che generalmente al Csm l’interfaccia con i politici non è una novità, ma il punto qui è che Lotti non è solo un politico, ma un politico inquisito”.

(immagine in alto: Wikimedia commons/ Consiglio Superiore della Magistratura)