alfonso bonafede

Continua la confusione per lo scandalo delle nomine dei magistrati che ha investito il Csm, il Consiglio superiore della magistratura. Alcune intercettazioni pubblicate ieri da fonti stampa hanno coinvolto nella vicenda il presidente della Repubblica. Mattarella sarebbe stato invocato da Luca Lotti, fulcro dell’inchiesta della procura di Perugia insieme al pm Luca Palamara e al deputato dem Cosimo Ferri. Il Quirinale ha negato qualsiasi coinvolgimento e invocato un cambio di passo al Csm per tentare di salvare la fiducia in questo organo costituzionale. Intanto mercoledì è previsto un incontro tra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e il premier Conte a Palazzo Chigi. In agenda una riforma della giustizia. Nel frattempo si dimette anche il presidente dell’Anm Pasquale Grasso.

Bonafede prepara la riforma della giustizia

Alfonso Bonafede, come spiegato in un’intervista a La Repubblica, tiene d’occhio attentamente quanto sta accadendo all’interno del Csm. Il ministro ha invocato la “necessità di garantire un riconoscimento più oggettivo della meritocrazia dei magistrati” e prepara insieme a Giuseppe Conte e Giulia Bongiorno una revisione del sistema, che garantisca un “muro” tra la carriera politica e nella magistratura. La ministra Bongiorno parla di “separazione delle carriere” e per la nomina dei magistrati si pensa al “sorteggio mediato“. La riforma tanto attesa dai 5 Stelle era stata bloccata per sottrarla al clima della campagna elettorale, ma l’incontro del prossimo 19 giugno potrebbe avviare l’iter per la nuova legge.

Si dimette il presidente dell’Anm Grasso

Lo scandalo delle nomine pilotate investe anche l’Anm, il sindacato a cui aderisce la stragrande maggioranza dei togati. Pasquale Grasso si è dimesso dalla presidenza durante la riunione del Comitato direttivo centrale a Roma. Grasso è stato costretto al passo indietro dopo le critiche delle diverse correnti: “Io ritengo che i miei colleghi non abbiano analizzato i miei passi. Sicuramente è colpa mia che non sono stato in grado di spiegarmi“, ha commentato. La riunione in corso per il rinnovo della giunta, in carica da poco più di due mesi, procede dopo la fuoriuscita dall’Anm di Magistratura Indipendente.

Le intercettazioni e l’ira del Quirinale

Lo scandalo sulle nomine pilotate ai vertici di alcune procure chiave, tra cui quella di Roma, ha raggiunto ieri altre vette con la pubblicazione (sono depositate pubblicamente come prevede la legge data la natura dell’inchiesta) delle intercettazioni telefoniche di Luca Lotti, acquisite tramite un trojan. L’ex ministro del Partito Democratico, durante un incontro notturno con le altre persone coinvolte, avrebbe dichiarato di aver parlato con Mattarella: “Quello che vi devo dire io Mattarella… Io ci sono andato e ho detto ‘presidente la situazione è questa’ e gli ho rappresentato quello che voi mi avete detto più o meno“, riporta l’estratto de Il Corriere della Sera. Il Colle ha immediatamente smentito seccamente qualsiasi coinvolgimento del presidente della Repubblica.