Cronaca

Chiara Appendino indagata: è la terza inchiesta per la sindaca di Torino

Chiara Appendino deve fronteggiare una nuova inchiesta giudiziaria per la consulenza del suo ex portavoce Luca Pasquaretta, accusato di peculato. La sindaca si dice serena per lo svolgimento dell'inchiesta e ha assicurato massima collaborazione
chiara appendino

Chiara Appendino, sindaca pentastellata di Torino, è di nuovo indagata per un’inchiesta che riguarda una consulenza del suo ex portavoce, Luca Pasquaretta. La prima cittadina è accusata di concorso in peculato, come ha annunciato lei stessa su Facebook. L’ipotesi dei magistrati è che la sindaca fosse a conoscenza dell’incarico affidato al suo ex braccio destro, indagato per peculato.

Nuova tegola giudiziaria per Chiara Appendino

L’inchiesta aperta un anno fa su una consulenza da 5mila euro affidata a Luca Pasquaretta dalla Fondazione del Salone del Libro di Torino vede ora coinvolta anche Chiara Appendino.

La sindaca del capoluogo piemontese sarebbe stata a conoscenza, come ipotizzano gli inquirenti, della consulenza mai svolta dall’ex capo del suo ufficio stampa, che ha poi restituito la somma dopo il deflagrare dello scandalo. A confutare la tesi dei pm il materiale raccolto da chat e mail raccolti dai computer di Appendino, la quale rigetta le accuse.

Quando, alcuni mesi prima dello svolgimento del Salone del Libro, circolò sui giornali questa ipotesi, risposi in aula a un’interpellanza dichiarando che non era assolutamente intenzione dell’amministrazione procedere in tal senso“, scrive la prima cittadina su Facebook.

Appendino si dice tranquilla per lo svolgimento dell’indagine: “Quando in settimana verrò ascoltata dai PM, offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato“.

Pasquaretta, il “pitbull” della sindaca

Luca Pasquaretta è stata una figura di spicco nell’amministrazione del Movimento 5 Stelle di Torino, definito dalla sindaca il suo “pitbull“.

La posizione di portavoce e “faccendiere” della prima cittadina è stata persa per lo scandalo della consulenza, ma Pasquaretta dopo il suo abbandono di Palazzo Civico ha trovato rifugio al ministero dell’Economia.

Diventato assistente della viceministra grillina Laura Castelli, è decaduto lo scorso febbraio con l’aggravarsi della sua posizione giudiziaria. L’ex portavoce è infatti indagato per estorsione ai danni proprio di Chiara Appendino e di traffico illecito di influenze e turbativa d’asta. La stessa sindaca deve affrontare altre due inchieste: omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo per la vicenda di Piazza San Carlo e falso ideologico per un’altro fascicolo che riguarda un debito di 5 milioni di euro fatti “scomparire” dal bilancio cittadino.

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