Mamma Biagina ha preso una laurea per capire la sindrome di Asperger del figlio Francesco (Foto Facebook)

L’amore di una madre per i propri figli si può manifestare in tantissimi modi. Mamma Biagina Grippo, giornalista di professione, ha deciso di riprendere gli studi ed è diventata Dottoressa in Scienze dell’educazione e della formazione. Il motivo di questa decisione è infatti suo figlio Francesco, 15 anni, che ha la sindrome di Asperger. Come si legge su Fanpage, l’obiettivo di questa laurea non è curarlo, ma comprendere meglio la malattia di Francesco, in modo da aiutarlo a gestirla con una maggior preparazione.



“Un genitore molto spesso non sa come comportarsi”

I medici hanno diagnosticato a Francesco la sindrome di Asperger, uno dei disturbi dello spetto autistico, quando aveva 11 anni. “Ho deciso di intraprendere questo percorso di studi per comprendere bene la sindrome di Asperger, per comprendere quelle che erano caratteristiche che io non conoscevo e non sapevo comunque come affrontare. Il punto fondamentale è proprio questo: un genitore molto spesso non sa come comportarsi”, ha rivelato la neodottoressa a Fanpage. Dopo la discussione e la proclamazione di Biagina Grippo, suo figlio Francesco, in prima fila, ha posto sulla testa della mamma la corona d’alloro.

La tesi sul figlio Francesco e come gestire la sindrome di Asperger

La tesi di laurea di Biagina ruota tutta intorno a Francesco, alle difficoltà presentate dalla sindrome di Asperger e al suo percorso di crescita. “Quello di cui si ha paura è lo stigma della società e quello che ho voluto far vedere, erano i pregiudizi che molto spesso si hanno nei confronti dei bambini con autismo”, dichiara ancora a Fanpage. Oltre a tante foto di famiglia, la tesi di Biagina contiene anche un’emblematica frase di Francesco: “Non so cosa farò da grande. O il medico perché voglio aiutare le persone, o l’ingegnere come mio papà, oppure il cameriere perché mi piace portare i pasti a tavola. Però farò il geometra”. La mamma dottoressa ha infine concluso dicendo: gli autistici non sono diversi, pensano in modo diverso. Questo è il primo passo, cominciare a comprendere e a capirli per poter aiutare loro, ma aiutare nello stesso tempo anche noi stessi.