Zecche

Di nuovo al centro della discussione il tema del cambiamento climatico. Un nuovo pericolo che colpisce la salute umana, in Italia, ma anche nel resto del mondo: le infezioni da zecche. I casi di infezione sono in aumento in Italia e in Europa e tra le cause proprio i cambiamenti del clima.

Pericolo infezioni da zecca

Già qualche anno fa si era parlato del pericolo delle infezioni da zecca. Ora un nuovo allarme che arriva esperti presenti al convegno internazionale “Giornate infettivologiche Luigi Sacco 2019“, tenutosi il 28 e il 29 maggio scorsi a Milano.

Durante l’evento, che si è svolto all’Ospedale Luigi Sacco, Polo Universitario, è risultato che in Italia i casi sono in aumento. Massimo Galli, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT – ha spiegato che: “Gli ospiti naturali del virus sono roditori selvatici, mentre l’uomo è infettato accidentalmente dalle zecche provenienti dai roditori“, come si legge su Ansa Salute & Benessere.

I cambiamenti climatici come causa

Una delle cause dell’aumento dei casi è il cambiamento climatico. L’innalzamento delle temperature ha fatto sì che le zecche si trovino a latitudini e altitudini più elevate e in zone geografiche diverse rispetto al passato.

Nel nord est dell’Italia, in Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Trento, Bolzano, sono stati registrati casi di malattia di Lyme, o borreliosi, e di encefalite, TBE. Il periodo che gli esperti considerano a rischio va da aprile a ottobre, ma il surriscaldamento può estendere ulteriormente questo lasso di tempo.

Malattia di Lyme e TBE

Il primo caso di borreliosi di Lyme fu descritto nel 1975. Tale infezione è causata da un gruppo specifico di batteri trasmessi all’uomo dalla puntura di zecca.

A oggi è la seconda malattia più diffusa, per numero di casi, nelle zone geografiche temperate, dopo la malaria. Si manifesta con rush cutanei ma può provocare artriti, problemi neurologici e cardiologici. Può presentare sintomi gravi e persistenti; se non curata per tempo assume un decorso cronico, come nel caso di Joanne Baskett, raccontato qualche giorno fa dalla stampa.

L’encefalite, dall’inglese la sigla TBE, Tick-Borne Encephalitis, è una malattia virale che coinvolge il sistema nervoso centrale e può causare danni neurologici permanenti e anche la morte.

È diffusa soprattutto in Europa e in Asia. Dalla fine degli anni ’90 a oggi, le segnalazioni di TBE sono aumentate in Europa del 400 per cento, solo nel 2016 i casi confermati sono stati 2674. La maggior parte provenienti da Austria, Repubblica Ceca e Slovenia, Paesi nei quali è raccomandata la vaccinazione a tutta la popolazione. In Italia è molto rara; i primi casi, 35, sono stati registrati nel 1994 in provincia di Belluno.

Malattie difficili da riconoscere

Non è facile individuare malattie del genere. Sono infezioni difficili da diagnosticare in quanto i primi sintomi, quali febbre, cefalea, sono simili a quelli di altre patologie.

Le nuove tecnologie possono aiutare a scoprirle più velocemente e a curarle tempestivamente. Una di queste è un nuovo test diagnostico, Rt-Pcr (Real Time Pcr, acronimo di reazione a catena della polimerasi). Analizza specifiche sequenze di DNA e in poche ore può individuare la presenza di un agente patogeno collegabile al morso di una zecca. È un test altamente specifico e affidabile, oltre che rapido.