Luigi Di Salvio non vede sua figlia Sofia ormai da mesi, da quando, a settembre, la madre l’ha portata in Russia per quella che doveva essere una semplice vacanza nel suo Paese d’origine. Poco dopo la partenza però sono cominciati i ricatti e ora la donna è sparita nel nulla portando con sé la figlia di Luigi che ora lotta per riaverla al suo fianco. Noi di The Social Post abbiamo parlato in esclusiva con Luigi Di Salvio che ci ha raccontato la sua storia e le sue speranze per il futuro.

La partenza e i ricatti

La moglie di Luigi e sua figlia Sofia hanno lasciato l’Italia il 25 settembre, niente faceva presagire quello che è successo dopo, un viaggio come un altro, per trovare la famiglia in Russia: “I rapporti erano buoni“, ci spiega Luigi, “Non ho colto alcun segnale che potesse farmi pensare a un possibile malessere o inquietudine da parte sua“.

Prima della partenza Daria, sua moglie, lo aveva rassicurato, avrebbe fatto attenzione alla bambina e di non preoccuparsi. Poi le cose sono precipitate. “Il giorno dopo l’arrivo in Russia ho già riscontrato freddezza nei miei confronti, ma la certezza che non
sarebbero più tornate
l’ho avuto 3-4 giorni dopo, quando mi ha inviato un messaggio con il quale mi comunicava che non avrebbe fatto rientro e mi chiedeva 500 € al mese per vedere la bambina via Skipe
“.

Non solo quindi non sarebbe più tornata con la bambina, ma Luigi avrebbe potuto vedere la sua bambina solo pagando.

L’ultima speranza di rivedere Sofia

Luigi non si è dato per vinto, ha provato a contattare numerose volte la moglie: “Ho ascoltato con attenzione quello che avesse da dire, ho chiesto di non prendere decisioni improvvisate e senza riflettere, e che potevano essere frutto della sola emotività.

Anche se dall’altra parte c’è stata solo chiusura e richieste di danaro“. Alla fine si è rivolto a un avvocato specializzato in
rimpatrio di minori sottratti e portati all’estero, Enrico D’Amato, deciso a non arrendersi. “Il processo di I° grado ad Ekaterinburg (Russia) ha stabilito che la bambina era stata sottratta illecitamente dal centro dei suoi interessi affettivi” e ne aveva quindi ordinato il rimpatrio.

Sofia era quindi ad un passo dal rivedere il proprio papà. Anche la sentenza di secondo grado ha dato ragione a Luigi, “ma il giorno in cui siamo andati per prendere la bambina, con l’assistenza degli ufficiali giudiziari del posto e il responsabile dei servizi sociali della regione, mia moglie è scappata portando con se la bambina. Tutto questo grazie alla complicità preventivata e calcolata della sua famiglia“. Ora Luigi non sa dove si trovi sua figlia, può fare delle supposizioni ma sa che queste non sono di aiuto.

Per Luigi la moglie “è fortemente influenzata dalla sua famiglia, nella quale c’è sempre stata una continua violazione di quelli che sono i bisogni degli altri e violazione delle più elementari e normali regole di convivenza civile“.

The Social Post ha anche contattato in esclusiva l’avvocato Enrico D’Amato che si occupa del caso di Luigi Di Salvio che ci ha voluto spiegare ancora che “se la Sig.ra Daria non fa rientro con la figlia sul territorio nazionale certamente la motivazione non è individuabile in una paura di subire limitazioni della libertà personale“.

Un appello alla madre della sua bambina

Quella di Luigi è la battaglia di un padre che non vede la figlia da mesi, che non sa quanto sia cresciuta e nemmeno le sue condizioni di salute. Così lancia un appello disperato alla moglie: “Daria, con questo atto odioso, hai reso schiava la piccola Sofia e hai reso schiava anche te stessa. Libera Sofia senza condizioni di sorta e libererai anche te stessa, altrimenti il fardello che ti porterai sulla tua coscienza sarà così pesante che presto sprofonderai sotto il suo peso“. Poi si rivolge direttamente a Sofia, in un messaggio che spera possa raggiungerla, dovunque si trovi: “Ciao Sofia sono il tuo papà, è molto tempo che non ti vedo, che non ascolto la tua voce, che non ti prendo in braccio. I tuoi sequestratori ti hanno portato via da me e dalla tua vita, ma non sanno e non si rendono conto del danno che ti hanno fatto“. E ancora: “Il tuo papà farà di tutto per assicurarti i tuoi veri affetti“. Ai lettori di The Social Post e alle autorità lancia ancora una straziante preghiera: “Aiutatemi a ritrovare Sofia“.