primo piano di laura taroni e leonardo cazzaniga

Era febbraio del 2018 quando il Tribunale di Busto Arstizio emetteva sentenza nei confronti di Laura Taroni, soprannominata “l’infermiera killer“. Il processo, avvenuto con rito abbreviato, ha condannato la Taroni per l’omicidio del marito e della suocera e l’aveva contemporaneamente assolta invece per quello del suocero.

Confermata la condanna a 30 anni di carcere

Una condanna a 30 anni di reclusione quella emessa nel 2018 contro Laura Taroni, la stessa che aveva richiesto in precedente il pm Cristina Ria. Un processo con rito abbreviato che aveva visto invece il rinvio a giudizio per Leonardo Cazzaniga, il medico amante della donna.

Di oggi la notizia che anche la Corte d’Assise di Milano, a distanza di mesi dalla sentenza del Tribunale di Busto Arsizio, ha deciso di confermare la condanna a 30 anni di carcere per l’infermiera.

Omicidio del marito e della madre

Nello specifico, la Corte d’Assise ha confermato la condanna per la Taroni, ritenuta responsabile di aver ucciso insieme al medico-amante Cazzaniga – attraverso sovradosaggio di farmaci – sia il marito, Massimo Guerra, sia la madre Maria Rita Clerici nell’ospedale di Saronno.

Diversa ancora la sorte per Cazzaniga: mentre per la Taroni si chiude il processo, l’amante permane imputato in un altro processo parallelo e in attesa di sentenza per la morte di altre 12 persone avvenute in corsia e per la morte del suocero della Taroni, per la quale invece l’infermiera killer è stata assolta.

Questa mattina, in aula, come riporta La Repubblica, la Taroni ha così tuonato: “Non ho mai avuto intenzione di uccidere nessuno e non l’ho mai fatto, tantomeno mio marito che è il padre dei miei figli“.

La conferma della condanna però è arrivata, come auspicava la pg di Milano Ciaravolo, a seguito del ricorso della Taroni in secondo grado.

*immagine in alto: Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga. Fonte/Ansa