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Uccide 14enne per poterla violentare: il padre di lei lo rapisce e lo lega davanti al tribunale

Pubblicato: 03/07/2019 12:21

Kalinka Bamberski morì a 14 anni la notte tra il 9 e il 10 luglio 1982: fu trovata stroncata da un’inspiegabile asfissia nel suo letto, nella casa di Lindau di proprietà del compagno di sua madre, Dieter Krombach. Analisi successive alla morte permisero di comprendere che Kalinka era morta a causa di un liquido che le era stato iniettato e che si era rivelato tossico. Molti anni dopo la riesumazione del corpo aveva permesso di capire che Kalinka era stata uccisa e che a causarle la morte era stato proprio Krombach, il compagno della madre, sparito nel frattempo nel nulla. A trovarlo, 27 anni dopo la morte della figlia, era stato il padre di Kalinka, André Bamberski, che aveva trovato e sequestrato l’uomo e l’aveva fatto trovare alle autorità, legato davanti al tribunale di Mulhaus (Alsazia).

Una morte improvvisa e misteriosa

Era il 2009, e in quell’anno si sviluppava l’ultimo capitolo di una storia raccapricciante e spaventosa, che si chiudeva con un atto di “giustizia privata” da parte di un padre desideroso di trovare e punire l’assassino di sua figlia, a prescindere da quali sarebbero state per lui le conseguenze.

dieter krombach
Dieter Krombach in aula

Nel luglio 1982, Kalinka e suo fratello Nicolas si trovavano a Lindau, nella casa del compagno della madre. Quando la mattina dopo la 14enne fu trovata morta, la famiglia finì in un comprensibile stato di shock. André Bamberski, padre dei due ragazzi, non ha mai creduto alla morte naturale ed ha sempre avuto dei sospetti in confronti del nuovo compagno della ex moglie.

C’erano dei precedenti

Quando sono arrivate per Krombach le accuse di violenza sessuale nei confronti di una sua paziente di 17 anni, i sospetti aumentarono. A quanto pare, infatti, Krombach era accusato di aver violentato la ragazzina mentre questa era sotto anestesia locale per una visita medica. Per tale reato il dottore fu condannato a 2 anni (con la condizionale) e all’allontanamento dalla professione medica.  Nel 1995, le indagini portarono alla riesumazione del corpo di Kalinka. Nel 2012 l’ormai 44enne fratello di Kalinka, Nicolas, disse del corpo riesumato durante una testimonianza in tribunale: “La zona genitale era scomparsa. Con l’autopsia, è stato rilevato che c’erano lesioni nelle parti genitali ed era stata constatata la presenza di una zona biancastra”.

La giustizia “fai da te” di André Bamberski

Nel 1995 Krombach era stato condannato in contumacia a 15 anni di prigione: non è mai stato confermato il reato di violenza sessuale, ma si suppone che l’uomo avesse iniettato il liquido tossico allo scopo di paralizzare Kalinka e violentarla. Qualcosa però era andato storto. Da quel momento, l’unica missione di André Bamberski è stata quella di catturare l’assassino di sua figlia: le ricerche dell’uomo sono andate avanti per anni, finché nel 2009 Krombach è stato trovato legato e tumefatto davanti al tribunale di Mulhaus. Bamberski lo aveva catturato, picchiato e poi lasciato alle autorità. 

Per aver sequestrato e aggredito Krombach, Bamberski è stato condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena. All’epoca della sentenza, nel 2014, aveva 76 anni. Dalla morte di sua figlia ne erano passati 32, interamente trascorsi a cercare giustizia per una morte atroce ed inaccettabile.

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Ultimo Aggiornamento: 05/07/2019 15:09