primo piano di roberta smargiassi e fabio di lello

L’omicidio di Italo d’Elisa aveva in toto diviso l’opinione pubblica. Era il primo luglio del 2016 quando Roberta Smargiasso, investita da Italo d’Elisa, perdeva la vita in quel di Vasto, sbalzata via dal suo scooter. Una morte che suo marito Fabio Di Lello non aveva mai accettato e che lo aveva spinto, dopo aver covato rabbia per mesi, a rintracciare Italo d’Elisa 7 mesi dopo l’incidente della moglie, uccidendolo.

Vasto: confermati 20 anni a Di Lello

Mosso dalla sete di vendetta e da una inguaribile rabbia covata dentro sé stesso per lunghi mesi dalla morte di sua moglie, Roberta Smargiassi, Fabio Di Lello raggiungeva il 22enne Italo d’Elisa, responsabile dell’incidente stradale, e lo uccideva a Vasto, in provincia di Chieti.

Dopo averlo freddato con 3 colpi di pistola, Fabio Di Lello, come aveva raccontato sua madre a Giallo, si era recato al cimitero e sul loculo della moglie, deposta l’arma, aveva chiamato il suocero per confessare cosa aveva fatto per poi essere portato via dai carabinieri.

Per Di Lello era stato chiesto l’ergastolo

Il 20 marzo del 2017, il pm Giampiero di Florio chiedeva per Di Lello l’ergastolo per l’omicidio di d’Elisa. Oggi, a distanza di un più di un anno dalla richiesta del pm, arriva per Di Lello la condanna definitiva da parte della Suprema Corte che si sono espressi nello specifico, sul ricorso presentato dalla difesa di Di Lello.

In primo grado Di Lello era stato condannato a 30 anni ma giunto poi in Corte d’Assise d’Appello, il presidente Luigi Catelli aveva deciso di ridurre la pena da 30 anni a 20, prendendo in considerazione tutte le attenuanti del caso.