Maria Ungureanu: davvero i testimoni non hanno sentito mentre moriva?

Lo scorso 2 luglio è stato riesumato il corpo di Maria Ungureanu, la bimba trovata morta annegata in una piscina di San Salvatore Telesino (Benevento) il 19 giugno 2016. Per la morte di Maria sono al momento indagati i suoi genitori, Marius ed Elena Ungueranu, e il 22enne Daniel Ciocian.

Questa è la seconda autopsia effettuata sul corpo e servirà a definire le cause e le dinamiche della morte in modo più specifico, ed a trovare eventuali tracce ulteriori sul suo cadavere necessarie a definire il quadro di abusi sessuali che la ragazzina subiva.

Su Maria, abusi reiterati nel tempo

Secondo la prima autopsia effettuata subito dopo la sua morte, Maria era annegata nella piscina in cui era andata a nuotare con un’amica.

Le analisi sul corpo e sui suoi vestiti aveva però messo alla luce un altro fatto, ben più inquietante: la bambina era stata violentata in modo “reiterato nel tempoprima della sua morte. Sui suoi pantaloncini sono inoltre state trovate tracce di sperma: a quanto pare quest’ultimo sarebbe geneticamente compatibile, secondo le prime analisi dell’accusa, con Daniel Ciocian e con il padre della bambina, Marius Ungureanu. Il primo è al momento indagato per violenza sessuale e per omicidio.

Il padre si giustificò dichiarando che la maglietta della bambina sulla quale venne trovato il suo sperma veniva usata anche dalla moglie. Tracce di sperma paterno vennero però trovate anche sulla copertina sul letto della bambina.

Prossimamente si faranno accertamenti su un bottone dei pantaloncini di Daniel Ciocian e su un paio di pantaloncini della bambina.

L’autopsia serve davvero?

Riguardo all’autopsia, Le Cronache Lucane ha riportato che i periti nominati dalla Procura di Benevento ritengono che la riesumazione non farà emergere particolari di sorta. Anche l’avvocato di Daniel Ciocian, Salvatore Nicola Verrillo, ha dichiarato che da questa seconda autopsia non si potrà né stabilire l’ora della morte, “né la relazione ad altre circostanze”.

Il motivo per cui la Procura di Benevento ha richiesto una seconda autopsia è perché i risultati della prima autopsia non erano stati del tutto chiari.