Cronaca

Roma, case popolari in cambio di favori, regali e denaro: 58 indagati

Le indagini portano alla luce un giro di corruzione intorno all’assegnazione delle case popolari a Roma. Indagati anche funzionari del Comune
Roma, giro di corruzione nell'assegnazione delle case popolari (Immagine di repertorio)

Sono ben 58 le persone indagate per il giro di corruzione romano venuto fuori dalle indagini del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Francesco Dall’Olio. Gli inquirenti hanno scoperto un meccanismo di favori, regali e mazzette legato all’assegnazione delle case popolari nella capitale. Fra gli indagati figurano non solo inquilini delle case popolari, ma anche funzionari del Comune, della Regione e dipendenti dell’Ater (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale pubblica del Comune di Roma). Le indagini, nei mesi scorsi, avevano portato ad alcuni arresti. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero manovrato illegalmente le graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari e locali commerciali.

L’accusa è quella di corruzione, e il processo potrebbe incominciare molto presto.

Il giro di favori e mazzette in cambio delle case popolari

Violazione dei bandi, timbri e contratti falsificati, graduatorie pilotate, regali, denaro e favori in cambio di un alloggio. Tutto ciò è emerso dalle indagini dei magistrati Ielo e Dall’Olio. Il giro di corruzione, secondo gli inquirenti, andrebbe avanti da anni e coinvolgerebbe inquilini, funzionari comunali e regionali e dipendenti dell’Ater.

Le varietà di favoritismi illeciti sarebbero molteplici. Da somme di denaro fino a 20mila euro a motori di barche, auto con prezzi ridotti e promesse di lavori di ristrutturazione gratuiti. Le zone della capitale interessate dal giro di corruzione andrebbero da San Basilio all’Acqua Acetosa, passando per il Tufello. Secondo quanto riporta Il Messaggero, fra gli indagati spiccano i nomi del dipendente comunale Giovanni Mastrodascio e di tre funzionari dell’Ater del Campidoglio: Armando Salvucci, Emanuele Giuliani e Cristiano Longhi.

Dopo mesi di indagini e intercettazioni si è arrivati a 58 indagati

Non solo abitazioni, ma anche locali commerciali.

Bastava pagare, solitamente una cifra tra i 15mila e i 20mila euro, per avere le chiavi dell’alloggio. A quel punto si procedeva alla falsificazione dei documenti. Così venivano truccate le graduatorie secondo la Procura, che dopo mesi di indagini e grazie all’ausilio delle intercettazioni ha inserito 58 persone nel registro degli indagati. L’accusa è di corruzione per tutti quanti. Il primo caso risale al 2014, quando nell’appartamento di un inquilino non regolarmente assegnatario dell’alloggio furono trovati 17mila euro in contanti e documenti dell’Ater.

Per ora gli indagati respingono le accuse. Hanno 20 giorni di tempo per farsi interrogare e chiarire la loro posizione, altrimenti si andrà dritti a processo.

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