Cronaca

Dress code, arrestato Francesco Bellomo: pesanti accuse per l’ex magistrato

L'ex magistrato amministrativo Francesco Bellomo è stato arrestato e messo agli arresti domiciliari: la decisione del gip del Tribunale di Bari in seguito alle indagini per lo scandalo "dress code"
primo piano di francesco bellomo

L’ultima volta che abbiamo parlato di Francesco Bellomo era il 2018, oltre un anno fa, e riportavamo la notizia della decisione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa di destituirlo dalla magistratura. A distanza di un anno viene notificata a Bellomo un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Francesco Bellomo agli arresti domiciliari

Giudicatemi come uomo ma non come magistrato“, si era difeso nel 2017 Francesco Bellomo, quando pesanti accuse iniziarono a gravare sul suo conto.

Era infatti il 2016 quando venne a gallo lo “scandalo dress code“: una denuncia, depositata dal padre di una delle ex allieve di Bellomo alla scuola di formazione per magistrati, portava a galla un turpe retroscena fatto di ricatti, dress code, vincoli che Bellomo avrebbe imposto alla figlia dell’uomo pena l’interruzione della sua carriera negli ambienti della magistratura.

La denuncia nel 2016 e le indagini

Depositata la prima denuncia nel 2016, in poco tempo ne arrivano altre 8 e tutte da altra ex corsiste di Bellomo, frequentanti diversi sedi sul territorio nazionale.

Nello specifico, nelle denunce si contestava al magistrato amministrativo di aver imposto alle sue allieve un dress code che le avrebbe obbligate ad indossare minigonne, tacchi a spillo e un trucco appariscente qualora avesse voluto continuare a seguire i corsi tenuti dalla Scuola di Formazione per diventare magistrati.

La Procura di Bari

Aperto un fascicolo nei confronti di Bellomo da parte della Procura di Bari, venne poi alla luce raccogliendo altre testimonianze come il magistrato avesse preteso, oltre ad un abbigliamento succinto ci sarebbero state anche minacce e insulti qualora l’allieva si fosse mostrata recalcitrante o volenterosa di infrangere il “codice Bellomo”, messa con le spalle al muro dall’idea che il magistrato potesse frantumare il suo sogno di lavorare in magistratura da un momento all’altro qualora non avesse ottenuto risposta alle sue richieste.

Arresti domiciliari: pesanti accuse per l’ex magistrato

Nel 2018, come citato in principio, la decisione del Consiglio di Presidenza di Stato di destituire Bellomo dalla magistratura, con decisione presa quasi all’unanimità. Oggi la notizia che, a seguito di mesi e mesi di indagini, il gip del Tribunale di Bari Antonella Cafagna ha deciso di firmare l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per l’ex giudice barese del Consiglio di Stato.

Attualmente a Bellomo vengono contestati i reati di maltrattamenti nei confronti di 4 donne – di queste 3 borsiste e 1 ricercatrice, vittime tutte del “dress code” – ed estorsione aggravata invece ai danni di una quinta corsista.

Per quanto riguarda i maltrattamenti, Bellomo li avrebbe perpetrati su donne con le quali avrebbe intrattenuto anche una relazione sentimentale. Diversa la situazione della quinta ragazza, un’ex corsista, che ha denunciato Bellomo per presunta estorsione: la ragazza sarebbe stata minacciata, qualora non avesse lasciato il suo lavoro da co-presentatrice televisiva, di veder sfumare la propria carriera in magistratura.

Calunnia e minaccia nei confronti di Giuseppe Conte

Sempre su Bellomo cadono poi le accuse di calunnia e minaccia ai danni di Giuseppe Conte, l’attuale primo ministro italiano che nel 2017 era vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa nonché presidente della commissione disciplinare che era stata chiamata a pronunciarsi su Bellomo.

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