salvini savoini

La Procura di Milano ha un fascicolo aperto su Gianluca Savoini, presidente della fondazione Lombardia-Russia e leghista di ferro. Il faccendiere è recentemente finito nell’occhio del ciclone dopo la pubblicazione da parte di BuzzFeed delle registrazioni in cui tratterebbe con funzionari russi per far ricevere donazioni alla Lega tramite i proventi del petrolio russo. L’inchiesta però sarebbe stata avviata lo scorso febbraio, dopo che il settimanale L’Espresso ha pubblicato un’inchiesta sui legami tra il partito di Matteo Salvini e la Russia di Vladimir Putin.

Lega, inchiesta su Savoini per i presunti fondi russi alla Lega

L’inchiesta è stata affidata al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e ai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro.

L’ipotesi di reato dovrebbe essere corruzione internazionale, ma non è ancora stato confermato dalla Procura di Milano. Quel che è certo è che al centro ci sarebbe Gianluca Savoini, uomo di spicco della Lega per i rapporti con il Cremlino.

L’inchiesta è partita dopo che L’Espresso ha rivelato dell’incontro tra l’ex giornalista della Padania e i funzionari di Putin, poi ripresa da Buzzfeed, tra il 17 e il 18 ottobre scorsi. Il tema che sarebbe stato affrontato sarebbe un finanziamento per 65 milioni di dollari alla Lega. Quanto riportato dalle due testate è stato smentito da Savoini che ha dichiarato che gli audio sarebbero stati mistificati per attaccare il leader leghista.

Salvini: “Mai preso un rublo. Fiducia nella magistratura”

In una diretta Facebook, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato l’inchiesta. “Mi accontento della fiducia e del sostegno e del contributo dei cittadini italiani“, ha dichiarato Salvini, “Quando vado a Mosca ci vado per politica, l’ultima volta ho portato a casa Masha e Orso per mia figlia e due matrioske. Ma volete mettere Masha e Orso con Peppa Pig? C’è un abisso“. Il leader della Lega ha ribadito di non aver “Mai visto un dollaro, un rublo“.

Ha poi espresso fiducia nel lavoro della magistratura: “I registri della Lega sono trasparenti. Mi viene il dubbio che stiamo dando fastidio a qualcuno. Come se gli italiani votassero in base a quello che dicono a Mosca o a Pechino. Non ho paura dei proiettili che mi mandano in busta. Indagate, cercate, setacciate, però io vado avanti a lavorare tranquillo. Buona caccia al tesoro che non c’è“.