Sydney Loofe

Il processo a carico dei presunti assassini di Sydney Loofe, 24enne scomparsa e trovata senza vita nel 2017 a Edgar, negli Stati Uniti, si è aperto il 9 luglio scorso con una deposizione choc. A parlare è stato il patologo forense Michelle Elieff, che ha descritto gli esiti sconvolgenti dell’autopsia prima d’ora ignoti all’opinione pubblica. Il corpo della ragazza è stato fatto a pezzi e alcune parti sarebbero state letteralmente strappate dai suoi aguzzini, un uomo conosciuto su internet e la sua compagna.

Il caso Sydney Loofe

Sydney Loofe è stata trovata senza vita nel dicembre 2017 a Edgar, città sud-ovest di Omaha, nel Nebraska.

Era scomparsa un mese prima, dopo l’appuntamento con un uomo conosciuto su Tinder: Aubrey Trail.

L’ultimo avvistamento della giovane risale alla sera in cui è uscita di casa per incontrarlo, poi il buio. Le ricerche, condotte per settimane dalla polizia, si sono concluse con il macabro ritrovamento dei suoi resti.

I dettagli agghiaccianti dell’epilogo sono emersi nel corso della prima udienza del processo a carico dell’uomo, 52 anni, e della compagna 25enne, Bailey Boswell, ritenuta complice nell’efferato delitto.

L’esito dell’autopsia

La vittima è stata uccisa e fatta a pezzi, smembrata in 14 parti gettate in altrettanti sacchi della spazzatura poi abbandonati in un campo.

A carico dei due imputati l’accusa di omicidio, che entrambi rigettano sostenendo di aver consumato un rapporto estremo consensuale con la 24enne. Secondo la difesa, l’incontro sessuale sarebbe finito male e, per paura di essere indagati, Trail e Boswell avrebbero cercato di disfarsi del cadavere.

A processo, però, il quadro che emerge sembra deporre a favore di una ricostruzione diametralmente opposta. Per gli inquirenti, Sydney Loofe sarebbe stata uccisa nello spettro di un delitto premeditato dalla coppia, consapevole dei rischi e ossessionata dall’idea di uccidere.

Michelle Elieff, patologo forense chiamato a riferire sugli esiti dell’esame autoptico, ha descritto uno scenario agghiacciante.

La ragazza sarebbe stata coinvolta in un gioco perverso di cui i due imputati avevano previsto il finale, torturata e uccisa dopo una violenta colluttazione innescata nel tentativo di salvarsi.

Sul cadavere segni evidenti di lotta, lividi in ampie zone tra polsi e interno coscia e un lobo letteralmente strappato. Per i legali della coppia, Loofe si sarebbe fatta “soffocare” con un cavo elettrico nell’ambito di un rapporto volutamente “rude”, situazione che poi sarebbe precipitata in una dimensione inaspettata per tutti e tre i partecipanti.

L’impianto accusatorio

I pubblici ministeri non hanno dubbi: la coppia avrebbe agito con premeditazione, attirando la vittima in una trappola la cui prima fase operativa sarebbe stata proprio l’adescamento via Tinder.

Secondo la ricostruzione portata in aula dall’accusa, Sydney Loofe avrebbe incontrato prima la ragazza, il 14 novembre 2017, accordandosi con lei per l’appuntamento a tre del giorno seguente (l’ultimo in vita per la 24enne).

Aubrey Trail e Bailey Boswell rischiano la pena di morte, e a supporto dell’impianto accusatorio sono emerse 3 testimonianze che li inchioderebbero al ritratto di spietati predatori sessuali.

Si tratta del racconto di altrettante donne, che richiama uno scenario di precedenti incontri con altre ragazze, tramite la chat di Tinder. In diverse occasioni, la coppia avrebbe manifestato il desiderio di spingersi oltre, fino all’ipotesi di uccidere.

L’ultima attività social di Sydney Loofe risale al 15 novembre 2017, giorno del decesso, quando ha postato una sua foto su Snapchat annunciando alla sua rete di contatti l’imminente uscita: “Pronta per il mio appuntamento“.

*immagine in alto: fonte/Facebook Sydney Loofe, dimensioni modificate