orso sul prato

La cattura dell’orso M49, un esemplare di 3 anni, inizia ad essere un affare di Stato e non più di regione. Di ieri la notizia dell’avvenuta cattura dell’orso, avvenuta in val Rendena, e di questa mattina invece le novità circa la fuga dell’orso dal Centro Casteller. Al momento ricercato in zona Vigolana, in quel di Trento, pende su di lui una taglia che ammette anche la possibilità di abbatterlo qualora si avvicinasse a zone abitate, ordinanza contro la quale si è mosso il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Scavalca 4 m di muro con fili elettrici a 7mila volt

Ha dell’incredibile e del misterioso la fuga di M49, l’orso di 3 anni scappato nella notte dal Centro Casteller, dopo essere stato catturato con una trappola ad imbuto.

L’orso infatti è riuscito a scappare dal centro – situato a sud di Trento – scavalcando un muro di 4,5 m. Un’impresa resa ancor più difficoltosa e assurda se si pensa che oltre al muro l’orso è riuscito a valicare anche una recinzione elettrificata a 7mila volt. Così ha parlato a La Repubblica, Claudio Groff, capo del Dipartimento grandi carnivori di Trento: “Quella gabbia è sicura, in 12 anni nessun orso era mai scappato. È un sistema comprovato da Ispra e ministero dell’Ambiente, per cui è davvero inusuale che sia potuto succedere”.

Rischio abbattimento

Come scrive anche su Facebook il Presidente della Provincia autonoma di Trento spiegando l’accaduto: “Si è verificato un evento assolutamente anomalo, non previsto dai tecnici dell’Ispra e dagli altri esperti che avevano certificato l’area del Casteller, che non ha eguali in Italia per condizioni di sicurezza“. Parole a cui segue la presa in considerazione di quella che potrebbe essere una conseguenza: “A maggior ragione, a questo punto, ogni tipo di intervento per garantire la pubblica sicurezza non potrà che essere considerato assolutamente opportuno e legittimo“.

L’opposizione di Sergio Costa

E in quell “opportuno e legittimo“, potrebbe insinuarsi anche l’eventualità di abbattere l’orso. La fuga di M49 avvalorerebbe, secondo Fugatti, la preoccupazione in termini di pericolosità sinora rivolta nei confronti dell’orso, andando così a giustificare l’ordinanza di cattura che, come sottolineato dalle parole di Fugatti riportate da TgCom24, sarebbe: “[..] tale da giustificare l’ordinanza di cattura, scelta non appoggiata dal Ministero“. Sergio Costa si è sempre opposto sin dal principio e lo ribadisce tutt’oggi su Facebook: “Io non sono stato d’accordo fin dal primo momento e continuo a non esserlo. Io avrei agito diversamente e ritengo che l’atto della provincia di Trento sia illegittimo“.

Costa: “Adesso si parla di abbattimento? Assurdo e paradossale

E proprio dalla Direzione generale del ministero dell’Ambiente arriva comunicazione a Trento di una diffida al fine di impedire qualsiasi genere di ordine di abbattimento nei confronti di M49. Sempre Sergio Costa: “Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo, non può giustificare un intervento che ne provochi la morte. Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento“. E ancora, sempre Costa: “Le inefficienze mostrate nella cattura, che non mi vedono e mai mi hanno visto concorde, reclamano professionalità e attenzione massima. Cosa che invece fin qui non è stata mostrata. E adesso si parla di abbattimento? Assurdo e paradossale“.