Caso Bellomo, interrogatorio di 9 ore, lui nega tutto

Nove ore di interrogatorio per l’ex giudice del Consiglio di Stato, Francesco Bellomo. Lunghe ore in cui l’uomo ha dovuto rispondere delle accuse di maltrattamenti nei confronti di 4 ragazze, 3 borsiste e una ricercatrice della sua Scuola di formazione per la preparazione al concorso di magistratura e di estorsione aggravata verso un’altra corsista. Alle pesanti accuse, Bellomo ha risposto negando ogni cosa.

Bellomo interrogato, nessuna ammissione di colpa

È stato un interrogatorio molto approfondito” hanno dichiarato i difensori Beniamino Migliucci e Gianluca D’Oria, in cui il barese ha “contrastato in modo molto rigoroso e documentato tutte le accuse che gli vengono rivolte.

Quindi credo che l’incombente istruttorio sia molto proficuo“. Nessuna confessione quindi per l’ex giudice, ai domiciliari dal 9 luglio scorso dopo il mandato d’arresto firmato dal gip Antonella Cafagna. “Il dress code non è nelle imputazioni, quindi è una annotazione che non ha nulla a che vedere con il capo di imputazione” ha infine aggiunto uno dei due difensori.

Al termine dell’interrogatorio di garanzia, gli avvocati di Bellomo hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari. .

Bellomo denunciato dalle ex allieve

Ad aprire il “vaso di Pandora” di quello che è stato denominato il “Bunga bunga 2015” fu nel 2016 il padre di un’ex allieva di Bellomo che denunciò l’ex giudice, denuncia alla quale poi ne seguirono altre 8.

Secondo quanto riportano i testimoni e le presunte vittime, l’uomo avrebbe costretto le giovani donne a sottomettersi alla sua volontà e a diversi tipi di soprusi.

Con l’artifizio delle borse di studio offerte dalla società – secondo quanto riportato dalle indagini dei Carabinieri – “per selezionare ed avvicinare le allieve nei confronti delle quali nutriva interesse, anche al fine di esercitare nei loro confronti un potere di controllo personale e sessuale, Bellomo avrebbe fatto sottoscrivere un ‘contratto/regolamento’ che disciplinava doveri, ‘il codice di condotta’ e il ‘dress code’” delle borsiste.