Primo piano di R Kelly

Un estremo pericolo per la comunità“: è con questa sinistra sintesi che il giudice distrettuale di Chicago, Harry Leinenweber, ha motivato il rigetto della libertà su cauzione per il rapper R. Kelly. L’artista, arrestato lo scorso 11 luglio con le accuse di pedofilia e pedopornografia, resta in carcere ed è in attesa di essere trasferito a New York per rispondere dei gravissimi reati contestati (tra cui l’abuso sessuale a sfondo sadomaso ai danni di alcune minorenni per cui, al momento del fermo di pochi giorni fa, era già stato rilasciato su cauzione). La sua sorte giudiziaria potrebbe dipendere dall’analisi di un video.

R. Kelly resta in prigione

Il celebre rapper di Chicago R. Kelly, storica voce del cult I believe I can fly, resterà in carcere in attesa di giudizio, dopo l’arresto avvenuto lo scorso 11 luglio.

A suo carico le accuse di adescamento di minori, pedopornografia e ostruzione alla giustizia, ma ne dovrà rispondere davanti alla Corte di New York (dove sarà processato per presunti abusi sessuali su 5 donne, 3 delle quali minorenni all’epoca dei fatti).

La notizia, battuta dal Chicago Tribune, rimanda a uno scenario inquietante, in cui l’artista 52enne avrebbe versato ingenti somme per impedire la diffusione di video compromettenti che lo vedrebbero coinvolto in rapporti intimi con minori.

Nello spettro di questa ipotesi, si staglia il sospetto che possa aver fatto pressione sui testimoni durante il processo per pedopornografia subito nel 2008 – in cui rischiava fino a 15 anni di reclusione e conclusosi con la sua assoluzione – affinché favorissero la sua posizione con dichiarazioni mendaci (pagando il loro silenzio con 2 milioni di dollari).

Il rapper giudicato “pericoloso”

Il procuratore federale avrebbe dato una cruda descrizione del profilo dell’imputato, definendolo “un estremo pericolo per la comunità” e per questo destinato a restare dietro le sbarre fino al processo.

Secondo i giudici di Chicago – che hanno sottolineato il rischio di reiterazione del reato e di fuga – dunque, R. Kelly sarebbe in grado di nuocere ad altre minorenni.

A corredo di questo ritratto a tinte fosche c’è anche quanto sostenuto dall’accusa, che ritiene il rapper persona capace di influenzare profondamente potenziali vittime e testimoni.

La difesa del rapper: “Non scapperà”

L’avvocato che difende il rapper, Steve Greenberg, rigetta l’ipotesi che il suo assistito possa darsi alla fuga nel tentativo di scampare al processo. A questo proposito, secondo quanto riportato da People, il legale avrebbe dato una lettura colorita della situazione:

A differenza della sua canzone più famosa ‘I Believe I Can Fly’, a Mr. Kelly non piace volare. Come potrebbe fuggire? Lui non ha soldi e non ci sono prove che sia un rischio per i minori“.

Il cantante sarebbe sereno e continua a gridare la sua innocenza, sicuro che “la verità verrà fuori pienamente“, come ribadito dal suo stesso difensore.

Incastrato da un video?

Ma a infrangere le certezze del rapper ci sarebbe almeno un documento, capace di far tremare la difesa e sgretolare il suo sogno di libertà. Sul tavolo dei giudici federali, secondo il Sun, sarebbe finito un filmato choc che ritrarrebbe l’artista mentre stupra una 14enne, imponendole un rapporto sadomaso.

Se ritenute utili a sostenere l’accusa, le sequenze potrebbero essere decisive per inchiodarlo alla cornice del predatore sessuale.

Nell’ordine di carcerazione eseguito l’11 luglio scorso, stando a quanto riportato da People, sarebbero indicati elementi che richiamano un tessuto di illeciti iniziati addirittura nel 1999 con la complicità di manager e guardie del corpo.

Kelly e alcuni membri del suo staff avrebbero agito indisturbati, per anni, reclutando donne e ragazzine per scopi sessuali, approfittando dei frequenti spostamenti della star durante i suoi tour.

*immagine in alto: fonte/Instagram R. Kelly, dimensioni modificate