facciata principale dell'ingresso dell'ospedale cardarelli di napoli

Più badge passati insieme anche 2, 3 volte, addirittura anche una ragazzina di 12/13 anni che timbrava il cartellino al posto della madre che ovviamente, a lavoro non c’era. Questa la realtà portata alla luce quest’oggi, dopo mesi di indagini, dalla Polizia di Stato di Napoli coordinata dalla Procura che alle prime luci del giorno ha fatto recapitare ben 60 avvisi di garanzia per altrettanti dipendenti dell’azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli.

L’assenteismo filmato dalle telecamere nascoste

Sono 60 gli avvisi di garanzia che questa mattina hanno raggiunto altrettanti dipendenti dell’ospedale Cardarelli di Napoli. L’indagine, attiva da mesi, ha avuto modo questa mattina di avere una prima decisiva svolta grazie soprattutto ai filmati raccolti in queste ultime settimane.

Alcune telecamere nascoste installate dalla polizia in uno solo degli ingressi del Cardarelli, hanno infatti colto in flagrante circa 60 dipendenti dell’azienda ospedaliera che timbravano puntualmente il badge per i colleghi o che, dopo aver vidimato si allontanavano dalla struttura.

Nei filmati è stata ripresa anche una ragazzina di appena 12 anni che, indossando un cappellino, si è avvicinata al dispositivo marcatempo dell’ospedale per passare il cartellino della madre, probabilmente a casa mentre l’azienda la credeva a lavoro.

Tra gli indagati anche due medici: truffa e violazione della “legge Brunetta”

Tra i dipendenti che sono stati raggiunti dagli avvisi di garanzia figurano anche due medici dell’ospedale, nello specifico un medico del reparto di pneumologia e uno di oncologia.

Come evidenzia La Repubblica, proprio il reparto di oncologia in questi ultimi mesi è rimasto in più occasioni “scoperto” per carenza di personale – sempre su La Repubblica si legge come, in media, venissero a mancare quotidianamente 8/9 dipendenti del suddetto reparto – così come, a rimanere scoperto soventemente, era il centralino. Grazie all’indagine della Polizia di Stato di Napoli coordinata dal pm Giancarlo Novelli e dal procuratore Giovanni Melillo, 62 persone risultano ora indagate per assenteismo e tra i reati contestati negli avvisi di garanzia si leggono truffa e violazione della “legge Brunetta”.