piero angela

Lo definisce l’erede dell’Illuminismo napoletano, Piero Angela, nel rivolgere il suo pensiero a Luciano De Crescenzo. L’ingegnere filosofo, autore di libri e film divenuti culto, perché capaci di snocciolare concetti complessi in formule fruibili per il popolo, ha lasciato un vuoto enorme nel mondo della cultura italiana.

Il papà di Bellavista è venuto a mancare questo pomeriggio, all’età di 90 anni. Il coetaneo divulgatore ha voluto ricordarlo con un aneddoto che lo stesso De Crescenzo gli ha raccontato e che risale proprio ai tempi del set di Così Parlò Bella Vista.

Il ricordo del filosofo

La stima e l’affetto profondo di Piero Angela per De Crescenzo si percepiscono in maniera assoluta.

Leggendo le sue parole riportate dall’Ansa si intuisce che il filosofo e il divulgatore fossero buoni amici. “Era il perfetto erede dell’illuminismo napoletano. Una persona di grande umorismo e tolleranza, di fine educazione e insieme capace di battute sempre folgoranti e divertenti“.

Poi prosegue: “Intanto aveva quasi la mia età, ci separavano solo poche settimane. E poi ci siamo incontrati diverse volte. L’ultima a cena a casa di Marisa Laurito: in quella occasione era molto chiuso in se stesso, aveva perso quel modo brillante di porsi“.

L’altarino del dubbio

Come i fan di De Crescenzo sapranno, l’ingegnere- filosofo non mancava mai di sottolineare un concetto per lui fondamentale, le certezze assolute sono un pericolo.

Perseguite la strada del dubbio era l’invito che estendeva sempre al suo pubblico. Per questo un suo grande ammiratore ha voluto mostrargli, proprio durante le riprese del suo iconico film, un altarino del dubbio che aveva allestito in casa sua.

A ricordare l’episodio è proprio Piero Angela, a cui l’amico Luciano aveva raccontato l’aneddoto. “Durante una pausa della lavorazione, un signore si avvicinò e gli disse: ‘Dotto’, venga a casa mia, devo farle vedere una cosa che apprezzerà’. E Luciano: ‘Guardi che ho da fare, sto lavorando’.

Ma poi, dopo diverse insistenze, ci andò. E quel signore gli mostrò un piccolo quadro appeso alla parete, coperto da una specie di sipario, con una candelina davanti come si fa con i santi. ‘Ma chi è, San Gennaro?, chiese De Crescenzo. L’uomo tirò il cordino del sipario, e venne fuori un grande punto interrogativo. Insomma, era un altarino al dubbio: simbolo perfetto di quello scetticismo elegante che solo a Napoli può esistere“.