le due turiste uccise in marocco

Imlil, Marocco, si è concluso il processo a carico dei 4 imputati per la morte delle due turiste scandinave stuprate e decapitate sul monte Atlante nella notte tra il 16 e il 17 dicembre scorso. Pene severissime, per tre degli uomini imputati.

Le due studentesse erano in vacanza e stavano scalando il monte senza l’ausilio di una guida; i quattro uomini le hanno raggiunte di notte mentre erano accampate. Gli uomini colpevoli dell’omicidio si sono poi rivelati essere affiliati all’Isis e hanno ammesso di aver agito in nome del Califfato.

Turiste uccise in Marocco: le condanne

Tre condanne a morte e un ergastolo, questo è quanto deciso dai giudici per la morte di Louisa Vesterager Jespersen, 24enne di origini danesi e Maren Ueland, 28enne svedese.

Le due donne si trovavano sul monte Atlante quando sono state raggiunte da questi uomini, stuprate, uccise e infine decapitate

La sentenza a è stata emessa dai giudici della corte di Salé e vede condannati a morte Abdessamad Ejjooud, venditore ambulante di 25 anni, ritenuto il capo della turpe operazione, Younes Ouaziyad, falegname 27enne e Rachid Afatti, 33enne.

Ejjoud è considerato affiliato dell’Isis e pare aver agito per conto dello Stato Islamico. Per il quarto imputato, Abderrahim Kahyali, l’autista che si era allontanato al momento dell’aggressione, i giudici hanno deciso l’ergastolo.

L’ultima condanna a morte in Marocco risale al 1993.

Altre 21 persone condannate

Oltre ai quattro imputati principali, ci sono state altre 21 condanne che vanno da 5 anni di reclusione all’ergastolo. Tutte le persone hanno un’età compresa tra i 20 e i 30 anni e sono stati ritenuti colpevoli a vario titolo, complici delle azioni dei 4 uomini.

L’accusa per tutti gli imputati, si legge su Ansa, è di “Costituzione di banda per preparare e commettere atti terroristici, omicidio premeditato, possesso d’armi, tentativo di fabbricare esplosivi, nel quadro di un progetto collettivo che voleva portare grave attentato all’ordine pubblico”.