armando siri in una trasmissione tv

Un’intercettazione ambientale attualmente in mano ai pm rappresenterebbe la conferma della presenza di una tangente pagata da Paolo Arata, imprenditore e storico consulente della Lega, nei confronti dell’ex sottosegretario alle infrastrutture e ai Trasporti Armando Siri.

Armando Siri non è più sottosegretario dallo scorso 8 maggio, quando tramite un Consiglio dei ministri il premier Conte ha comunicato la revoca ai suoi poteri.

Presunte mazzette in cambio di norme “compiacenti”

L’intercettazione ambientale di enorme interesse attuale riguarderebbe un incontro tra Manlio incastri (figli odi Vito incastri, attualmente indagato che ha deciso di collaborare con gli inquirenti), Paolo Arata e suo figlio Francesco.

Il gruppo sta parlando di Armando Siri, e al riguardo ad un certo punto Paolo Arata dichiara: “Gli do 30 mila euro perché sia chiaro tra di noi, io ad Armando Siri, ve lo dico…”. Non si conosce molto di più: per ora non sono state diffuse informazioni ulteriori sull’intercettazione ambientale, ma si può supporre che Arata si riferisca alla mazzetta di 30mila euro che gli inquirenti sostengono servisse a favorire l’approvazione di norme nel settore del minieolico, di interesse diretto di Paolo Arata.

Armando Siri è infatti attualmente indagato per corruzione: il 18 aprile scorso  gli inquirenti hanno disposto una perquisizione in casa di Siri, che è stato poi interrogato dai Pm lo scorso 8 luglio. Vito Nicastri, padre di Manlio (quest’ultimo presente all’incontro intercettato) è sotto accusa e attualmente ai domiciliari da parte della Direzione distrettuale Antimafia e della Dia per via dei suoi rapporti con alcuni uomini vicini al latitante Matteo Messina Denaro.

Siri aveva negato rapporti con Vito Nicastri

All’epoca della diffusione della notizia del coinvolgimento di Siri nelle indagini in corso, l’allora sottosegretario aveva dichiarato ad Adnkronos: “Io indagato?

Non ne sono niente, non so se ridere o piangere. Io non mi sono mai occupato di eolico in tutta la mia vita. Sono senza parole”. Il politico aveva anche negato ogni rapporto con Vito Nicastri.

Paolo Arata è a sua volta sotto indagine da parte di Dia e Distretto Antimafia.

Nonostante la revoca della carica sia stata decisa in un Consiglio dei ministri in cui hanno ovviamente partecipato tutte le parti di governo, Matteo Salvini ha sempre ribadito il fatto che per la Lega Armando Siri è innocente fino a prova contraria, garantendo comunque che in caso di colpa appurata, la Lega sarebbe stata la prima a condannare le azioni del politico.