maltrattamenti ragusa anziani

Viene alla luce un nuovo, tremendo caso di maltrattamenti su anziani in Italia: botte, spintoni, schiaffi e insulti contro persone che, ormai, non hanno i mezzi nemmeno per difendersi. Sconvolgente quanto scoperto dalla squadra mobile di Ragusa in una casa di riposo della provincia sicialiana. Scattati i fermi per tre donne, accusate degli abusi.

Le indagini partite dopo una denuncia

L’indagine della squadra mobile ragusana è partita qualche tempo fa, a seguito di una denuncia: c’era il sospetto, infatti, che in quella casa di riposo stesse succedendo qualcosa di brutto, che gli ospiti potessero essere vittime di maltrattamenti giorno dopo giorno.

Gli investigatori hanno allora installato telecamere e microspie per osservare come fossero trattati gli anziani ospiti della struttura. Ciò che è emerso fa accapponare la pelle. Gli anziani venivano schiaffeggiati, spintonati, e umiliati dal personale medico che avrebbe dovuto, al contrario, accudirli nella malattia. Il personale si rivolgeva a loro con “testa di m***a”, o “animale”, “Fai schifo. Puzzi come una bestia”. I malati venivano anche minacciati, con frasi come: “Cambiati o ti prendo a legnate”.

Augurata la morte a una paziente malata di alzheimer

I filmati mostrano una delle donne ospiti, malata di alzheimer, chiedere assistenza durante la notte per andare al bagno.

La mattina successiva, l’anziana è stata insultata pesantemente per aver disturbato il sonno di chi dovrebbe assicurarsi del loro benessere. Due delle indagate, poco dopo, sono state registrate mentre, parlando tra di loro, augurano alla paziente la morte. Oppure nel girato si vede una delle indagate sdraiati sopra una donna per impedirle di muoversi.

La squadra mobile ragusana ha notificato tre misure cautelari per maltrattamenti emesse dal gip del capoluogo siciliano su richiesta dalla Procura nei confronti di tre donne: L.D., di 41 anni, M.A.R. di 63 e D.D. di 31 anni. Per le prime due sono scattati i domiciliari, la terza ha invece l’obbligo di presentarsi in questura.