ARMANDO SIRI POLITICO LEGA

Armando Siri è di nuovo nei guai. Pare infatti che l’ex sottosegretario avesse stipulato un secondo mutuo sospetto, su cui si sta ora indagando con la collaborazione dell’agenzia per l’antiriciclaggio.

Questa volta ad essere coinvolta sarebbe la Holding di due baristi che avrebbe ottenuto inspiegabilmente un cospicuo mutuo del quale non avrebbero potuto fornire legittimamente le garanzie.

Un nuovo mutuo anomalo

In un primo momento si parlava di un solo mutuo, quello da 580mila euro circa che Armando Siri stesso aveva richiesto ed ottenuto per l’acquisto di una palazzina successivamente intestata alla figlia.

Ora sarebbe emersa l’esistenza di un nuovo mutuo, richiesto ed ottenuto dalla Tf Holding alla Banca Agricola di San Marino, per l’importo di 600mila euro. i due, benché non avessero le garanzie per richiederlo, sono riusciti ad avere il finanziamento. Pare che tanta “fortuna” possa essere dovuta al fatto che a presentarli al direttore della banca sia stato Marco Luca Perini, capo della segreteria quando Siri era sottosegretario. Su questo secondo mutuo ha però indagato la Banca Centrale di San Marino e l’Aif (Agenzia per l’antiriciclaggio), evidenziando alcune anomalie.

Oltretutto, il mutuo sarebbe stato concesso ad un tasso “di favore” equivalente al 2,125% che prevedeva anche un preammortamento di 3 anni.

L’incontro con il segretario di Stato

Marco Podeschi, segretario di Stato all’Istruzione di San Marino, ha dichiarato ad Ansa di aver avuto odo di conoscere Siri, ma di non essere stato consapevole del fatto che lo stesso avesse un mutuo presso una banca di San Marino: “Ho conosciuto la scorsa estate il sottosegretario Armando Siri. È stato un incontro informale e fugace su temi istituzionali di cui ho informato i colleghi di governo”.

La loro conoscenza è stata del tutto sul piano istituzionale:“Incontri come questo sono una normale occasione per uno scambio di opinioni fra politici, senza mai alcun accenno a questioni personali. Solo successivamente ho appreso che Siri aveva un rapporto con una banca sammarinese”.