pronto soccorso

Arrivano le nuove Linee di indirizzo nazionali sul Triage Intraospedaliero e portano con sé sostanziose novità che potrebbero cambiare le sconfortanti dinamiche a cui si è troppo spesso abituati all’interno delle sale d’attesa. Cambia il sistema di codificazione delle emergenze: sparisce per sempre il “codice giallo” per lasciare spazio a due nuovi colori, l’arancione e l’azzurro.

Pronto Soccorso, la rivoluzione: cosa cambia

Maggiore attenzione all’umanizzazione della cura“, questo uno delle chiavi guida delle nuove Linee di indirizzo nazionali sul Triage Intraospedaliero, parole che filtrano attraverso la voce di Sergio Venturi che ha rilasciato un’intervista a riguardo all’Ansa.

Un intervento doveroso per tamponare una situazione, talvolta invivibile, troppo spesso riproposta all’interno delle sale d’attesa dei Pronto Soccorso italiani.

Nuovo sistema di codificazione a 5 colori

Sono infatti in arrivo grandi novità all’interno dei Pronto Soccorso che mirano, con questi cambiamenti di grande portata, non solo a garantire un più immediato ed efficace intervento delle urgenze, andando di conseguenza anche a diminuire i ricoveri laddove non necessari, ma anche ad incrementare il livello di sicurezza in ambito di dimissioni ospedaliere.

Rosso, arancione, azzurro, verde e bianco

A cambiare, in maniera più che evidente, è il triage a cui si è sempre stati abituati: aumentano e cambiano i colori così come cambiano le priorità.

Dal classico rosso, giallo, verde e bianco si va verso un partizione a 5 con il rosso per le urgenze che vanno gestite immediatamente; l’arancione ad indicare casi da gestire il prima possibile; l’azzurro per pazienti che devono essere visitati entro un’ora; il verde per i casi che possono attendere ma non più di 2 ore infine i bianchi, gli interventi reputati non urgenti ma devono essere comunque sottoposti ai medici entro e non oltre le 4 ore.

Riprendendo sempre le parole di Sergio Venturi, coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: “Pone le basi per ridefinire e valorizzare il ruolo della medicina d’emergenza-urgenza e delle strutture dei Pronto Soccorso“. Ovviamente, i cambiamenti dei codici comporteranno anche cambiamenti strutturali all’interno: “Si punta a una migliore organizzazione delle aree e degli spazi, distinguendo, nell’ambito della presa in carico, un’area di osservazione breve e intensiva che comporti, oltre all’osservazione clinica, una terapia a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici” specifica sempre Venturi.

Il modello hub & spoke

Il modello proposto è quello ‘hub & spoke’, con la conseguente classificazione delle strutture ospedaliere in funzione della diversa complessità clinico-assistenziale – spiega Venturi all’Ansai – Differenziando i presidi ospedalieri in sedi di Pronto Soccorso, Dea di 1° livello e Dea di 2° livello. Un modello che per alcune malattie complesse e in alcune Regioni del Paese è già una realtà“.