prete senza volto con in mano un crocifisso di legno

Don Stefano Segalini, parroco di San Giuseppe Operaio, è stato investito da gravissime accuse che hanno portato al suo arresto. Il parroco è stato infatti accusato di violenza sessuale e “stato d’incapacità procurato mediante violenza”. A quanto pare, gli inquirenti ipotizzano che Don Stefano abbia violentato alcuni ragazzi che frequentavano la sua parrocchia stordendoli prima facendo loro assumere sostanze psicotrope.

Drogati e poi violentati?

Il quadro disegnato dagli inquirenti è inquietante. Secondo le indagini, Don Stefano Segalini individuava le sue “vittime” in alcuni ragazzi giovani -ma maggiorenni. Per renderli inermi e poter approfittare di loro avrebbe fatto loro assumere sostanze chimiche o droghe con effetto psicotropo, di mio da annullare la possibilità di una loro reazione.

Non è stato diffuso alcun elemento in più riguardo alla dinamica di come i fatti avvenissero, né si sa per ora come i ragazzi abbiano assunto le eventuali sostanze psicotrope.

Sul caso ha indagato la Questura di Piacenza e il Pubblico Ministero Emilio Pisante. Don Stefano Segalini è per ora ai domiciliari. Il Vescovo Gianni Ambrosio aveva già da tempo allontanato il parroco dalla sua diocesi, per farlo andare in un “centro di cura spirituale”.

La reazione della diocesi piacentina

Dal mondo cattolico è arrivata una forte condanna per quanto accaduto. Monsignor Luigi Chiesa della Diocesi di Piacenza ha diffuso una dichiarazione ufficiale, riportata da Piacenza Sera: “La notizia dell’arresto di don Stefano Segalini e del provvedimento cautelare deciso dalla magistratura ci addolora profondamente. Il dramma di chi si dichiara vittima di abusi come pure il dramma di chi si ritrova accusato di una colpa tanto grave ci chiedono anzitutto vicinanza e preghiera”.

Si spera che leindagini diano maggiori elementi il prima possibile, ma è intento della Diocesi mantenere il riserbo: “Per la delicatezza della situazione e il rispetto dell’operato della magistratura nelle indagini in corso, riteniamo doveroso non rilasciare ulteriori commenti”.